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  garbage [ Le scopazze più belle del mondo ]
         



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9 maggio 2010

Informazioni meteo

Dicono che farà un tiempiemmerd fino a metà maggio.
A Milano piove da giorni, oramai l'ombrello è diventato il migliore amico di tutti. Ce lo portiamo anche a letto tentando di combattere l'umidità che aleggia nell'aria e si intrufola nei capelli generando chiome ribelli.
Solo un aspetto è ancora positivo e cioè che non ho ancora fatto il cambio della stagione, non ho ancora tolto il piumone e tutto lo sbatti del "lava e metti via" non lo sto ancora vivendo.
Qualcuno dirà, vabbè... lo rimanderai fra dieci giorni al massimo e io, sì ciairaggioneciai ma tanto avrò pure il trasloco da fare quindi non me ne renderò conto più del dovuto. Spero.


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3 maggio 2010

azzo!

Ma siamo già al 3 maggio?
Fra meno di un mese mi devo trasferire! Azzo!




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20 aprile 2010

Sono in cerca di lavoro.

Qualcuno ha bisogno di una copywriter a Roma?


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7 aprile 2010

pasqua

Sto ancora digerendo il pranzo di Pasqua.
Si può chiamare "pranzo" un pasto che finisce alle 18? Direi di sì se siamo a Napoli.
A Napoli ho mangiato l'iraddiddio!
Sono riusciti, i miei suoceri, a preparare un primo (e vabbè) e tre, dico TRE, secondi di carne. Neanche in tempo di guerra! Ho mangiato, in ordine: il lesso, l'agnello con piselli e frittata di contorno e le costicine ai ferri.
Per non parlare degli affettati, dei formaggi, del vino a go go, e della pastiera.
La Pastiera vera! Adesso posso dire di conoscerla e di amarla alla follia.
Voglio tornare a Napoli, al più presto.


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30 marzo 2010

affranta

com'è possibile che la destra abbia ottenuto questi risultati?
com'è possibile che la gente ancora non riesca a riconoscere il marcio?
com'è possibile che l'arroganza superi giorno dopo giorno ogni barriera morale?
com'è possibile?


sono in lutto.


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24 marzo 2010

mi sono persa sull'autobus

Sì lo so, sembra impossibile e pure è successo. E non è la prima volta.
Ieri sera ero alla stazione di Lambrate per chiedere il rimborso di un paio di biglietti, pratica aimè molto frequente.
Il fatto che il bigliettarolo c'ha messo vent'anni, e con grossa difficoltà, a servirmi non mi ha messo di ottimo umore.
Uscita, brontolando, ho deciso di andare a fare la spesa e prendermi qualcosa di buono per dimenticare.
"Toh! C'è il capolinea della 54! Il bus che passa vicino casa mia e si ferma proprio davanti alla Standa"
Mi fiondo contenta del fatto che farò prestissimo visto che in linea d'aria saranno due chilometri.

Non l'avessi mai fatto invece.
Pensavo tagliasse per le viuzze residenziali e sbucasse vicino casa mia e invece ha fatto il classico "giro del cucco". La periferia di Milano che non ho mai visto l'ho vista ieri sera. Ad un certo punto persino l'ultima famiglia di colore che mi accompagnava è scesa lasciandomi da sola con l'autista in mezzo al niente.
Dovevo metterci cinque minuti, ce ne ho messi trentacinque.

E non è la prima volta, come ho detto.
Mi è capitato, soprattutto all'inizio della mia vita milanese, di prendere l'autobus dalla parte sbagliata. Certo, Milano non è grande come Roma ma vi assicuro che piccola non è.
(poi mi sono persa anche sull'autostrada ma questo mi sembra di averlo già raccontato)





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22 marzo 2010

siamo tutti osservatori

Ma com'è possibile che l'Italia sia arrivata a questo punto?
Leggendo i giornali e guardando quei pochi tg decenti si vedono politici e uomini di potere corrotti. Tutti che vanno a puttane, tutti che speculano sulla vita degli altri per soldi, nessuno di loro sembra avere una morale.
Com'è possibile difendere questa gente che parla tanto di libertà e democrazia?
Forse è colpa della sinistra se quei quattro dementi si sono presi tardi con la presentazione delle liste per le prossime elezioni? Sarà mica dovere della sinistra pensare agli elettori della destra?
Un recordman che dice di essere capace di raccogliere un milione di persone in piazza e poi viene tristemente sconfitto da una semplice quanto esplicativa foto.
Un recordman sicuramente in fatto di imbrogli, di leggi fasulle, di visioni contorte; un recordman di arroganza, prepotenza e megalomania.
E mentre si pensa alle leggi intepretative e a quanti soldi di incentivo si possono dare per chi deve comprare uno yacht io sono ancora qui con un contratto a progetto che mi scade a breve. Penso a che pensione avrò un giorno, se l'avrò. Penso a quando potrò fare un figlio. Penso, in caso, a che istruzione riceverà mio figlio a scuola e così via.

Forse si stava meglio quando si stava peggio.


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18 marzo 2010

faccio un sunto

Mi pare incredibile riaprire questa pagina dispersa nell'etere.
Mi è venuta voglia di fare il punto della situazione, più per me che per chi (chissà chi poi) leggerà. Così almeno mi rendo conto se ho fatto qualcosa di buono in questi anni.

Ho finito il master in copywriter a milano, un anno stressantissimo, molto impegnativo che ha lasciato le cicatrici. Ma lo ricorderò sempre per tutte le cose belle che mi ha dato.
Sono finita a fare uno stage in un'agenzia pubblicitaria che, dopo sei mesi, ha pensato aimè di tenermi. E sono ancora là. In questi anni, con i clienti e i rispettivi lavori, ho avuto modo di fare un po' di tutto, dagli eventi, ai siti internet, dalle brochure alle campagne stampa, dai radio ai depliant e così via. I colleghi in questi tre anni mi hanno fatto ammazzare dalle risate e io non sono stata da meno.
Ho conosciuto diversi ragazzi, sono uscita con tutti, mi sono fidata di tutti e me la sono presa in quel posto più volte. Ma alla fine ho conosciuto R. e a giugno mi trasferisco a casa sua, a Roma.
Sono convinta che sia l'uomo per me. Magari un giorno approfondisco l'argomento. Magari prima dei due anni di buio.
Cambio città, cambierò agenzia, cambierò ritmi, cambierò amicizie anche se quelle vere ci sono e ci saranno sempre.

E voi come state?




26 luglio 2008

Ma qualcuno legge ancora sta cosa?

Io non entravo da mesi. Sigh.

Ciao :P 




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19 settembre 2007

Punto della situazione.

Funziona così: quando hai voglia di scrivere non c’è una tastiera, e quando hai davanti un pc tutto per te non c’è ispirazione. E’ matematica anche questa. Un po’ come le giornate uggiose: se ho l’ombrello non pioverà di sicuro, se lo dimentico a casa la lavata è certa. Einstein mi fa BAO.
In questo periodo comunque ho:
passato tre settimane in salento godendo al massimo le mie ferie estive,
ripreso il lavoro per i tre giorni più lunghi della mia vita,
fatto un fine settimana lungo a Barcellona con due dei miei più cari amici,
ripreso per la seconda volta (secondo trauma) il lavoro.
Durante questi spostamenti vari ho:
conosciuto un sacco di gente (prevalentemente masculi eccheccazz),
pomiciato con i suddetti di qua e di là,
ripreso i contatti con vecchie conoscenze e approfondito quelle nuove,
preso un sacco di sole che da anni non vedevo (sono addirittura più scura di mia sorella, cosa mai successa),
bevuto tanto (fumato niente però),
ballato,
perso due chili nonostante le mangiate varie,
accumulato autostima inaspettatamente.
In questi giorni milanesi in cui riprendo il lavoro e il solito tran tran farò:
una registrazione di un radio che ho scritto io,
una campagna che fra non molto si vedrà in giro per le strade e sui giornali di moda,
tappa fissa al cinema perché stanno uscendo un botto di film,
i supplì di riso che tanto mi piacciono,

la telespettatrice fissa del programma che aspetto da troppi mesi perché stasera c’è LEI!!



Ah no scusate, volevo dire LEI!!!!!!!!!!!!!!!




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24 luglio 2007

Punty di sospensione (andata pure quella)

Dopo 12 (DODICI!!!!) anni di onorato servizio (beh oddio, mica tanto) e impeccabile scorrazzamento a destra e manca abbiamo detto “ciao” alla Punty. E’ stata venduta per mille euro al più sudicio e puzzolente concessionario della periferie patavina (ma quando mai!). Così poco valeva la macchina con cui sono cresciuta?? La macchina senza aria condizionata, senza radio, senza alzacristalli elettrici funzionanti, senza servosterzo. Senza una cippa lippa??
Mia sorella ha fatto in tempo a fare alcune foto alla macchina che ci ha fatto da madre da nonna da zia da sorella da cugina da amante (?) da amica!!
Ciao Punty, ti vogliamo bene.





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22 luglio 2007

Io e gli sport

Ieri sera mi sono ritrovata a discutere con gli amici sull’infanzia, sulla nostra infanzia, in particolare sugli sport che ci facevano fare da piccoli.
Così ho ricordato, ridendo, di quando mia madre mi ha obbligata a fare danza. DANZA!!! IO!!!!! Io e la danza siamo come il diavolo e l’acqua santa, agli antipodi. Mi ricordo che mi ci aveva portata perché c’era mia cugina che andava ottenendo successi (chissà che successi si avevano a 5 anni poi) o forse sotto sotto voleva che diventassi più aggraziata e femminile (alla luce dei fatti non è servito ad una mazza!). Ho solo pochi flash che mi ricordano le lezioni in tutina rosa (mio dio che schifo) assieme alle altre future ballerine. Uno in particolare riguarda, ovviamente, una figura di merda planetaria. Chissà perché i bambini sono inibiti in mezzo a persone che non conoscono, o almeno così ero io, ed è per questo che non ho avvertito nessuno che mi scappava la pipì. Il flash riguarda ovviamente il lago che avevo ai miei piedi e a tutte le impronte di pipì che mi lasciavo dietro continuando a fare gli esercizi.
Credo sia stata la mia ultima lezione.
Un altro tentativo di intraprendere la carriera da atleta è stato con il nuoto. Il nuoto mi piace moltissimo, mi è sempre piaciuto e mi ricordo che alle elementari ci portavano a fare il corso. Io ero una delle più brave nonostante avessi preso solo un brevetto. Mi ricordo però che scelsero me per partecipare ad una gara di nuoto. Mia mamma, tutta contenta ed esaltata, mi comprò un costume osceno. Era un costume intero dorato con disegnati dei pesciolini e con un fiocco su una spallina. Un uovo di Pasqua. Sarà per questo che sono arrivata terza su quattro.

Una carriera finita ancora prima di nascere.




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4 luglio 2007

Bollani a Bollate

Ieri sono andata a Villa Arconati (Bollate) a vedere Stefano Bollani che amo dal profondo.
L'ho conosciuto tardissimo, perchè suona da secoli, solo quando l'ho visto al programma di Arbore (il guru della tv) fare le imitazioni di vari artisti.
Ieri sera ha fatto l'imitazione di Conte, ma anche Branduardi e Battiano non la scampano.
Bollani alla fine ha fatto un medley di pezzi che il pubblico ha chiesto sul momento, da Michelle a Heidi, da Pinocchio a Per Elisa... un pezzo unico con tutte queste musiche diversissime tra loro. Un genio! Ripeto, io lo adoro!




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3 luglio 2007

I viaggi di una imbranata.

Potevo scegliere il fine settimana migliore per  andare a Londra?
Ho rimandato un sacco di volte e quando finalmente prenoto scoppiano due bombe. A me bastano dei semplici fuochi d’artificio se proprio volevano festeggiare il mio arrivo.
Altro viaggio da sola, altro viaggio pieno di figure ‘emmerd soprattutto una volta arrivata a Stansted quando non sapevo come cappero farmi il biglietto del treno per Londra città. Il dialogo con l’omino della stazione è stato:
“Excuse me, i want to buy a ticket for liverpool station. How i do it?” (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
“Yes... bsgspifahb aslhbal f London osghdoghslagbc sihf “
“...” (bocca aperta e mani rivolte al cielo)
“…”
“Sorry?”
“Ticket hfpa machine hafpihiah London dhapaidh”
Da lì ce l’ho fatta eh.
Se ripenso al dialogo che ho avuto con quello seduto affianco a me all’andata mi viene da piangere. Avete presente I Fantastici 4? Adesso si è unito pure l’uomo Silver là.. quello tutto argentato che non so cosa faccia (lava l’argenteria con un gesto?), vabbè insomma, ora si è aggiunto l’uomo pesce ed era seduto affianco a me. Uomo pesce perché era squamoso, tutta la pelle rovinata che si staccava dalla faccia. Oltretutto si è sparato due havana cola in volo perché aveva paura. Quindi avevo seduto al mio lato destro l’uomo che si autodisintegrava e ubriaco spolpo (e che mi parlava in inglese!!! Ma la gente non ha ancora capito che sono negata con le lingue?)
Comunque è stato un fine settimana bellissimo, ho già voglia di tornare. Londra è splendida!




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18 giugno 2007

Sono una FUTURA INGEGNERA

Vorrei raccontare in breve la serata di ieri e spiegare il perché ho sbagliato corso di laurea.
Esco con un mio amico ingegnere, il programma è: cena. Niente di più semplice, e invece no!
Questo è quello che so fino alle 20.15, ossia quando mi chiama per dirmi che era partito per venirmi a prendere. Alle 20.16 so invece che deve lavorare (controlla gli impianti sonori dei locali) e che mi avrebbe portato in questo ristorante-discoteca dove avremo mangiato e poi lavorato.
“Tranquilla, ho già avvertito il padrone del locale… gli ho detto che sei una mia assistente così andiamo sul sicuro e ci offre la cena” (pure a scrocco siamo andati… altro che ‘ti invito una sera’).
Io mi preoccupo non poco: non so niente né di impianti, né di casse, né di decibel, né di hertz. Insomma non so un cazzo. “Tranquilla… non succederà niente!” Le ultime parole famose.
Arriviamo, mi presenta tutti i padroni del locale, tutti! Dal boss al buttafuori, alla figlia, al marito della figlia. Mio dio.
Ci sediamo a cena: mangiamo come animali di tutto e di più (il tipo è pugliese e il ristorante è argentino, un misto di formaggi e carne, anticipati tutti da una valanga di antipasti).
Dopo cena è il momento di lavorare. Il mio amico doveva risolvere un semplice (non so di cosa sto parlando eh) problema: i vicini di casa del locale (distanti 600 metri) si lamentavano del troppo chiasso della musica del posto (ieri sera facevano salsa e merengue, due coglioni che non vi dico). La soluzione era andare da questi vicini a prendere dei dati con un coso che misura i decibel e decidere come risolvere il problema. Dal linguaggio tecnico che sto usando potete immaginare quanto ne sapessi sull’argomento. Saliamo in macchina del proprietario del locale, un tipo alla mano ma allo stesso tempo aveva un che di mafioso. Davanti il mio amico e io dietro a tenere il cavalletto e la valigetta con gli attrezzi (l’unica utilità che aveva la mia presenza là). Come mette in moto la macchina, parte la radio con: “l’ORGASMO…” o mio dio “perché le irritazioni bla bla bla…”. Piegata in due dalle risate, ero sotto il sedile per non farmi sentire mentre ascoltavo Totem, il programma di Rtl102.5 e mi chiedevo dove fosse la telecamera, di sicuro ero su Scherzi a Parte.
Arriviamo a casa dei “vicini”, il bello doveva ancora arrivare. Il mio amico mi presenta a tutti come la sua assistente (Ma perché tutte a me? Perché??) e io imbarazzata come una deficiente mi limitavo a dire “piacere” e a guardare in basso. Entriamo in casa, mentre l’amico parla con termini tecnici per due ore e gli altri rispondono pure a tono (ma si erano studiati la materia questi?!?!) io sono in un angolino e guardo per terra. Cioè… neanche sgamabile eh. Non ho detto UNA parola, UNA!!! Questi che ogni tanto mi guardavano con pietà e mentre parlavano dicevano pure “non so la signorina cosa faccia, se è ingegnere, di che tipo, ecco…” cercando di tirarmi fuori dalla bocca le mie referenze. Io, come ogni persona intelligente e perspicace, invece di rispondere a tono e avere la risposta pronta, stavo zitta o al massimo sorridevo! Ma perché sorridevo??? Che figura di merda che ho fatto. Questo è successo un paio di volte. Avevano capito benissimo che io ne sapevo della materia come Nonna Papera ne sapesse di UFO. Dopo due ore che eravamo lì e il mio sguardo era assente e probabilmente svelava i miei pensieri (“che cazzo di faccio qui??” “voglio la mamma” e cose simili) il più giovane mi guarda e mi fa “La signorina ha urgente bisogno di dormire” Cosa???? Mio dio… ho fatto la figura della poveraccia! Dopo aver scherzato più volte sulla mia faccia gonfia di sonno ed avendo partorito qualche argomento a riguardo ce ne siamo andati.
Non ho detto un cazzo tutta la sera! Niente! Il tipo più giovane dal cancello del condominio ha tentato un’ultima volta di chiedermi implicitamente chi cacchio fossi: “Buona notte signorina, non so cosa faccia, magari ingegneria fisica…” eh… neanche ha voluto calcare la mano, ma io, sicura di me stessa come un topo morto, mi giro sorridendo e gli dico “No, niente fisica… sono una FUTURA INGEGNERA”!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mentre salgo in macchina sento i due vicini che si dicono “Ecco vedi, ti avevo detto io”, che ho personalmente completato con un “quella è un’infiltrata, non sa manco come si scrive ingegnere fra un po’.”Quanto ho riso poi con il mio amico.




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12 giugno 2007

Io do fastidio.

Ci sono cose che danno fastidio.
Se c’è una cosa che mi demoralizza più delle altre è quando le persone ti trattano male. Giorni, mesi passati a conquistare con il sudore un minimo di rispetto e di riconoscenza buttati nel cesso in un attimo. Giorni e mesi a buttar giù il rospo e far finta di non vedere molte cose per il poco efficace e per niente produttivo “quieto vivere”. Così, perché evidentemente do fastidio.
Do fastidio perché sono precisa, nei principi come nelle azioni.
Do fastidio perché certe cose le vedo bianche o nere.
Do fastidio perché i valori vengono prima di tutto e se tu, amico, sbagli te lo faccio notare.
Do fastidio perché non la penso come te.
Do fastidio perché sottolineo i tuoi errori, e sono tanti.
Una rompicoglioni insomma, ma su valori come rispetto e correttezza morale non transigo.
Così adesso sarai fuori a sparlare di me, a mettere zizzania tra i tuoi amici, perché è l’unica cosa che sai fare, parlar male e dire menzogne tutto il tempo.
Me ne fregasse qualcosa poi, di te e dei tuoi amici.
Quello che mi frega è che ancora una volta non sono riuscita a diffondere un po’ di buonsenso in persone che non sanno neanche cosa sia. Se non c’è terra fertile è inutile dare acqua però. 

Adesso avrei solo bisogno di una carezza. Servirebbe a togliermi il macigno che ho addosso.




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7 giugno 2007

Piccoli stagisti pagati.

Oggi è una bellissima giornata.

Primo perché la settimana è finita e questo week end scendo a trovare gli amici MIA, secondo perché mi hanno dato il mio primo stipendio (da stagista e mezzo perché ho iniziato a metà mese ma sempre uno stipendio è… anzi è più un rimborso spese, vabbè non facciamo i pignoli oh!!).

Terzo sto per andare a prendere una pizzona per festeggiare e mi prendo pure una birrozza con la Roberta (mia compagniuccia di stanza) e quarto ho annusato per aria il profumo dello zampirone; avete presente quello a spirale? Ecco, sentendo quello ho capito che sta arrivando l’estate.

L’estate è lo zampirone e lo zampirone è l’estate! (certo che bisognerebbe avvertire qualcuno lassù di smetterla con sta pioggiaemmierd)

SONO FELICE.




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6 giugno 2007

Piccoli pubblicitari crescono.

Giovedì scorso sono uscita presto dal lavoro: dovevo tornare a casa, mangiare e preprarare la valiga che ovviamente faccio sempre all’ultimo. Alle 21 ero in stazione centrale, insieme ai miei oramai ex compagni di classe, pronta per la prima trasferta. Dico “prima” sperando che ce ne sia un’altra più avanti!
Saliti sul treno ci siamo impossessati con la velocità di Flash (inimicandoci subito gli altri passeggeri) delle nostre cuccette. Da quanto non viaggiavo in cuccetta! Quanti ricordi! :°)
Alle 23 stavo già ronfando! Dovete sapere che io sono la versione femminile del Nongio, quel personaggio che bazzicava nei programmi di MTV e faceva la parte del ragazzo vecchio, che non andava in discoteca, che non fumava canne, che non faceva tardi ecc. Ecco, io spesso sono la Nongia! Quindi, mentre gli altri si facevano canne e bevevano come ossessi rimanendo svegli fino alle 4, io ero distesa su quella specie di letto guardando il paesaggio e le stazioni. Vabbè, non c’è legge che dica che bisogna per forza cazzeggiare quando si va in gita no?
Alla mattina ci siamo svegliati a Salerno. Distrutti.
Una cosa ci ha fatto subito riprendere dalla nottataccia scomoda: il mare e con esso il sole.
Abbiamo fatto colazione guardando l’orizzonte, le navi, la spiaggia, il mare (VERO!) e la splendida città di Salerno.
Passeggiando verso l’ostello eravamo tutti più felici e rilassati: la giornata sarebbe stata spettacolare.
Salto la descrizione della camera nostra, non perché fosse brutta anzi l’ostello era davvero molto carino, ma perché l’abbiamo ridotta in un modo indecente (ogni giorno mi aspetto una telefonata di lamentele!). Salto anche la descrizione di Salerno, di quanto è bella, di quante cose buone ci sono da mangiare, di come la vita è splendida e non costa niente. Ci tornerò al più presto.
Passo subito alla premiazione! Sì perché a Salerno ci siamo andati per ritirare i nostri premi e le nostre menzioni speciali ottenute partecipando ad un concorso nazionale di pubblicità, ovviamente.
Eravamo al Teatro Verdi, insieme a diversi pubblicitari importanti, studenti che venivano da tutta Italia e ai nostri lavori appesi e messi in mostra. La premiazione è stata divertente, piena di grida di esaltazione e di orgoglio.
Raccolte tutte le nostre cose siamo tornati all’ostello a prepararci e infighettarci! Alla sera avevamo la cena di gala offerta dall’organizzazione che ha promosso il concorso in un hotel da paura in riva al mare! (http://www.lloydsbaiahotel.it/index.html)
Abbiamo mangiamo come maiali, quasi tutto a base di pesce, di VERO pesce, e bevuto vino bianco da far schifo. Ho riso tanto, ero felice di tutto quello che vedevo e toccavo e pensavo che da qui in avanti potrebbe andare tutto così, nel verso giusto.
Dopo la cena siamo tornati in centro: era venerdì sera e le strade erano piene di ragazzi (pieno di boni) davanti ai locali vicino al lungomare. Ma che vita fanno questi? Mio dio quanto li ho invidiati.
Bevuto un’altra cosetta giusto perché avevamo uno spaziettino siamo tornati all’ostello a dormire.
Il giorno dopo con calma ci siamo fatti le valigie, abbiamo fatto colazione di nuovo di fronte al mare e poi siamo andati in stazione. Due palle il viaggio di ritorno fino a Milano, l’unica cosa positiva è stata il cambio del treno a Napoli. Due ore per aspettare l’eurostar giusto giusto per l’ora di pranzo. Così ne abbiamo approfittato per mangiare. Cosa? La pizza!


E’ stato il week end del bere e del mangiare (e del NON cagare) in un posto da favola ma la cosa più bella in assoluto è che ce l’ha pagato tutto l’Accademia!Mhaumuahuamhumahmuahmahuumah.




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28 maggio 2007

Pubblicità!




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23 maggio 2007

In centro è pieno di ragazzi! Mmm

Ovviamente sono sempre l’ultima a sapere le cose!

Dopo aver visto il Duomo di Milano colmo di gente vestita in rosso e nero e bandiere del Milan che spuntavano ovunque ho capito.

Vabbè, a me il calcio fa schifo, il Milano poi che è di Berlusconi ancora di più però non si può non tifare per gli italiani.

Ho la televisione accesa, seguirò poco ma con il cuore sono vicina.

 

Ah… oggi sul 27 ho incontrato l’uomo della mia vita.




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20 maggio 2007

L'agenzia.

In agenzia siamo in pochi, i soliti “pochi ma buoni”.

E’ quasi un appartamento allargato: ha la cucina, la sala pranzo, il bagno con il mobiletto, la mansarda e le varie stanze. Mancano i letti sì, ma ci sono dei divanetti comodissimi. Ah abbiamo pure il cane: Susina, Susy per gli amici.

Dunque, andando in ordine di competenze e importanza vado ad elencare i miei colleghi. Metto l’iniziale va, ma giuro che ho imparato tutti i nomi!

 

G. : L’amministratore delegato. Capelli rossi e mamma di Susy. E’ la più grande di tutti, ci fa un po’ da mamma ma c’ha due palle così. A me mette soggezione, non solo perché è il boss ma è la classica persona che te lo mette in quel posto mantenendo una faccia serena e sorridente.

 

R. : E’ il business development. E’ quello che va in cerca di nuovi clienti. E’ il classico 40enne tenuto bene che fa il giovane, con la sua giacchetta in pelle e gli occhiali da sole stile Top Gun, ma è simpatico e gentile. Non capisce una mazza di creatività e nonostante questo deve dire sempre la sua a riguardo smontandoti tutto.

 

B. : E’ il direttore creativo, quello che mi ha fatto il colloquio. Toscanaccio da paura, mi fa morire dalle risate. Non capisce niente di pc e di tecnologia varia e la cosa stona non poco con il suo lavoro. E’ disponibile e se deve dirti che una cosa fa cagare ti dice “Fa cagare” senza troppi preamboli e giri di parole. Poi fa una battuta per sdrammatizzare e via così.

 

L. : E’ quella che segue gli eventi. Non ho ancora capito benissimo cosa fa perché si interessa un po’ di tutto. Aspetta un bambino e gira con questa panza troppo carina per i corridoi. E’ proprio vero che le donne incinte sono dolci, mi mette una tranquillità infinita.

 

F. : E’ l’account. E’ in ufficio con me e il mio art director. Simpatico e pure caruccio mi fa morire dalle risate quando mi racconta dei modelli che si fanno fare le foto per le campagne. In questi giorni poi ha organizzato almeno tre uscite con personaggi più o meno famosi in giro tra San Donato e la Stazione Garibaldi. Un casino in quella stanza…

 

R. : E’ l’art director in coppia con B. Bellissimo ragazzo e quindi gay (dico “quindi” perché oramai funziona così!! Sigh). Mi fa scompisciare dalle risate quando prende per il culo tutti, a partire da semplici foto per arrivare ad A., suo fidanzato. Io ho capito che vado a lavoro solo perché c’è lui. R. è una delle persone più divertenti che abbia conosciuto qua a Milano da settembre.

 

P. : E’ l’altra art che lavora su in mansarda con R. e B. Persona tranquilla, anche troppo, ci parla sempre di sua nonna 94enne giustamente rincojonita. Ho notato che con me è sempre disponibile e affettuosa, è merito soprattutto suo se non mi sento un pesce fuor d’acqua là dentro.

 

M. : Aiuta F. a fare casting e foto in giro per la città. E’ la classica bella ragazza abituata a fare un po’ la femme fatale e ad avere i ragazzi attorno che l’ammirano. Ma non lo fa con presunzione, oramai penso sia una cosa standard. Intanto ‘sta disgraziata ieri sera se n’è uscita con un modello brasiliano bono da paura, ma proprio da far schifo, che aveva incontrato ad un servizio fotografico. Io e R. siamo morti dall’invidia!

 

F. : Credo abbia qualche ruolo importante di tipo amministrativo, in realtà fa da segretaria e pettegola. Come in ogni buon ufficio che si rispetti c’è quella che ama chiacchierare a tutte le ore. Però è divertente perché ci racconta pure i cavoli suoi e del suo moroso.

 

M. : E’ il mio art. Un ragazzetto tranquillo e taciturno che è uscito dalla mia stessa scuola un anno fa. Come tutti gli art che non cagano di striscio i loro copy lui non mi ascolta mai e le indicazioni che gli do le ignora. Per fortuna poi parlandone con B. mi dà retta e fa quello che gli dico.

 

C’è poco da fare… i copy vinceranno!!




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17 maggio 2007

job sweet job

Stasera appena entrata a casa mi sono trasformata.
Da felice che ero hanno iniziato a girarmi le palle in una maniera immonda.
Sarà che ho trovato Silvia seduta alla mia scrivania mentre era al telefono (dobbiamo assolutamente prendere un cordless altrimenti stanno sempre in camera mia), sarà che c’era tutta l’immondizia ancora da buttare (e la butto sempre e solo io), sarà che il tavolo della cucina era straincasinato, sarà che nessuno voleva mangiare una pizza e sono dovuta andare a farmi la spesa, sarà che al ritorno Silvia era sempre là, sarà che mia sorella domani deve venire a Milano per il week end e ancora non si degnata di avvisarmi per dire a che ora viene, sarà che Roberta sta già dormendo in camera mentre scrivo e io volevo vedermi un film che sto rimandando da giorni, sarà che ho mangiato dei fagiolini che facevano schifo e li ho buttati ma non vedo l’ora che sia domani mattina per andare a lavoro!
Oggi mi sono divertita un sacco, ci sono un paio di personaggi che fanno spisciare dalle risate (uno mi intrippa pure).

Ah, appena imparo tutti i nomi poi faccio un bel resoconto su quelli che lavorano in agenzia da me. Tanto siamo una dozzina circa, faccio presto.




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13 maggio 2007

Con il vino tutto passa

E’ inutile dire che in questi tre giorni mi sono data all’alcol. Ho iniziato a bere venerdì e ho smesso solo venti minuti fa. Anzi no! Adesso che arrivano i miei coinquilini faccio l’ultimo brindisi in mio onore e poi tutti a nanna felici: mi rimangono poche ore prima di chiudere con la mia carriera di studentessa.
Week end passato con gli amici di scuola per lo più e proprio a scuola perdinci. Grazie ad un’iniziativa organizzata dall’Accademia anche sabato e domenica ci siamo ritrovati in quel cortile a giocare a ping pong e calcio balilla (è dura la vita di un creativo, ma era festa per tutti). Stasera poi c’erano dei ragazzi che suonavano e cantavano, davvero carina come cosa (poi siamo andati alle Colonne a strafogarci con l’happy hour).
Insomma un fine settimana all’insegna del Nulla prima della fatidica chiamata di domani mattina “Angela… ti aspettiamo in agenzia fra un’ora” “Ok, a dopo” che tradotto vuol dire: “Merdamerdamerdamerdamerdamerdamerdamerda”.
Se martedì leggerete sui giornali “Giovane stagista fa saltare in aria un palazzo”, potrete vantarvi di conoscermi. Io probabilmente sarò già in volo verso un’isola sperduta dove non mi conosce nessuno e dove in teoria potrei rifarmi una vita. In teoria.




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11 maggio 2007

Una studentessa in meno. Piccole donne (??) crescono e io entro nel mondo del lavoro.

Ma scusate, non avete ancora capito chi avete davanti? Oddio davanti…vabbè.

Certo che mi hanno presa!!!!!!!!!!!!!! Lunedì inizio, mi cago addosso il doppio!!

 

In teoria dovevo iniziare mercoledì o giovedì ma il tipo (il direttore creativo) mi vuole lì lunedì per parlarmi di una gara. Forse non ve ne fregherà niente e forse la parola “gara” in ambito pubblicitario dirà poco a molti di voi però è una cosa importante assai, per prendere un cliente nuovo. Vuole che lavori già da lunedì. Oddio “lavorare” è una parola  grossa visto che noi poveri stagisti veniamo bistrattati, usati, prosciugati e sbattuti fuori quando gira! Ma sono felice.

 

Stasera mi ubriaco. Se vedete una ragazza in giro nei pressi di Cinque Giornate salutatemi pure!!

 

Uaz uaz.

Ah... se passate da casa vi offro un bicchiere di vino!




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10 maggio 2007

Tachicardia

Oggi pomeriggio ho un colloquio in un'agenzia pubblicitaria vicino Cadorna.
Le parole giuste che esprimono il mio stato d'animo attuale sono:

MI STO CAGANDO ADDOSSO.




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7 maggio 2007

Data - da definire- lì Milano

Ai Sigg. condomini tutti.

 

Via xxxxxx

 

Oggetto: Assemblea di condominio persa.

 

 

Con la presente volevamo informare i nostri condomini di alcune circostanze sgradevoli accadute all’interno del nostro amato palazzo.

Purtroppo non siamo riusciti a partecipare all’assemblea di condominio tenutasi recentemente, ma lo studio e il lavoro non ci danno molto spazio a qualsiasi altro tipo di attività.

In primo luogo volevamo sottolineare che i coniugi B., che vivono sopra di noi, fanno rumori molesti alle tre del mattino. Non solo passi pesanti ma anche rumori di qualcosa che scorre e rotola, come fosse un triciclo, si sentono ininterrottamente tutte le sere fino a tardi.

Sempre i coniugi B. ci hanno dato il buongiorno qualche tempo fa rovesciando del vino sui nostri panni appena lavati e stesi fuori ad asciugare. Noi però, che sorvoliamo su certe cose, abbiamo sorriso e chiuso l’argomento all’istante, andando a rifare completamente la lavatrice. Notando però la precisione e la pignoleria dei condomini, riteniamo corretto sottolineare anche questo.

Un altro avvenimento, paragonabile alla puntata più brutta di X-files (chissà quanti coglieranno il riferimento culturale), è accaduto proprio sul nostro pianerottolo alcune settimane fa. Aprendo la porta ci siamo ritrovati davanti un sacchetto di immondizia abbandonato al suo destino, solo al freddo e al gelo. Per i più curiosi e detective della palazzina che si divertono a scoprire chi ha fatto che cosa, vi informiamo che nel sacchetto c’erano scatole di cibo per gatti. Parte la caccia al malato di mente. Noi intanto teniamo buoni rapporti con la neuro e qualche associazione per il sostegno di malati mentali. Ci chiediamo com’è che la gente non abbia niente di meglio da fare.

Ci sentiamo inoltre perseguitati ogni volta che usciamo a buttare l’immondizia giù in cortile: mille occhi puntati addosso di gente appostata dietro le finestre e le tendine. Perché la gente qua si apposta sul serio: più volte ci hanno fermato ancora sulla soglia della porta.

Continuando il discorso sull’immondizia, che sembra il fulcro e l’argomento più importante della vita di molti qua dentro, volevamo sapere con che criterio scientifico si capisce di chi siano i sacchetti della spazzatura buttati. Se un criterio esiste, e vi preghiamo di farcelo sapere al più presto, noterebbero tutti che i nostri sono pieni di mozziconi di sigaretta. Non buttiamo niente dal nostro balcone, su questo i coniugi F. (che abitano sotto di noi, ndr) dovrebbero dormire sonni tranquilli.

Che sia colpa dei signori che abitano sopra di noi? Quelli del vino, dei rumori e forse pure del gatto?

 

 

Disponibili per qualsiasi chiarimento, vi porgiamo i nostri più distinti saluti.

 

 

Silvia G. ………….…….…...

Adriano L. ……….……………

Angela M. ….……….….……..

Roberta Q. .……………………




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6 maggio 2007

Si tu no vuelves

Premettendo che Miguel Bosè mi sta simpatico, soprattutto da quando ha condotto Operazione Trionfo (programma tremendo che aveva l’ambito compito di trovare il nuovo talento canterino – inutile dire che non s’è più visto nessuno), con le sue frasi storiche come “mucha mierda” e le sue gaffes dovute all’incompetenza da presentatore. Beh, le risate che ci facevamo durante il primo anno di università il giorno dopo il programma (ancora di più il giorno dopo i Gialappi) me lo hanno fatto amare alla follia. Poi, diciamocelo pure, è anche bono.

                

 

Solo che sta campando da trent’anni con una canzone (“Se tu non torni”), bella quanto vuoi, ma ha rotto gli zebedei. Ora la RI-canta in spagnolo, con la star del momento (quella zingara pettinata di Shakira) ma sono sicura che arriverà il momento in cui la canterà in russo, in polacco, in giapponese e anche in ladino. Diamogli altri trent’anni e vedrete.




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5 maggio 2007

Ciao Giamp

Avevo promesso di copiarvi la lettera che avevo scritto ai condomini (e che comunque non ho mai messo nelle loro caselle di posta) per far loro notare alcune cose del palazzo. Pensavo di avercela nella chiavetta e invece mi sa che ce l’ho nel mac a scuola. Lo farò prossimamente.

 

Il primo post che voglio scrivere, ora che anche a Milano ho la connessione e finalmente riprenderò a curare questo mio spazio, lo voglio dedicare a Giampiero.

 

Giampiero è stato mio compagno di classe per cinque anni, al liceo scientifico Ippolito Nievo di Padova.

Giampiero era una delle poche persone simpatiche di classe mia.

Giampiero mi imitava la camminata da rapper strascicata e tutta storta che mi faceva morire dalle risate.

Giampiero non guidava una macchina, guidava un salotto, una di quelle vecchie Volvo con le poltrone all’interno.

Giampiero era silenzioso e stava un po’ sulle sue.

Giampiero era mezzo americano e durante le ore di inglese lo prendevamo in giro per la sua parlata strana e incomprensibile.

Giampiero era un po’ trasandato, metteva le magliette nere al contrario.

Giampiero era un ragazzo buono.

 

Ci siamo trovati tutti insieme, parlo degli ex compagni di classe, di nuovo davanti ad una chiesa dopo quattro anni, di nuovo per un funerale. Strana coincidenza l’aver riallacciato i rapporti una settimana prima della telefonata, dei dubbi, dei sensi di colpa, dei silenzi.

 

Mi dispiace averlo perso di vista negli ultimi tempi, di non essergli stata vicina quando lo ha mollato la ragazza, di non aver saputo della sua depressione, di non potergli chiedere ancora di farmi la camminata da rapper.

Ciao Giamp




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5 maggio 2007

Terza PUNTANATA




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5 maggio 2007

Ecco la seconda PUNTANATA della Polla




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