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  garbage [ Le scopazze più belle del mondo ]
         



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20 aprile 2010

Sono in cerca di lavoro.

Qualcuno ha bisogno di una copywriter a Roma?


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permalink | inviato da garbage il 20/4/2010 alle 21:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa



18 marzo 2010

faccio un sunto

Mi pare incredibile riaprire questa pagina dispersa nell'etere.
Mi è venuta voglia di fare il punto della situazione, più per me che per chi (chissà chi poi) leggerà. Così almeno mi rendo conto se ho fatto qualcosa di buono in questi anni.

Ho finito il master in copywriter a milano, un anno stressantissimo, molto impegnativo che ha lasciato le cicatrici. Ma lo ricorderò sempre per tutte le cose belle che mi ha dato.
Sono finita a fare uno stage in un'agenzia pubblicitaria che, dopo sei mesi, ha pensato aimè di tenermi. E sono ancora là. In questi anni, con i clienti e i rispettivi lavori, ho avuto modo di fare un po' di tutto, dagli eventi, ai siti internet, dalle brochure alle campagne stampa, dai radio ai depliant e così via. I colleghi in questi tre anni mi hanno fatto ammazzare dalle risate e io non sono stata da meno.
Ho conosciuto diversi ragazzi, sono uscita con tutti, mi sono fidata di tutti e me la sono presa in quel posto più volte. Ma alla fine ho conosciuto R. e a giugno mi trasferisco a casa sua, a Roma.
Sono convinta che sia l'uomo per me. Magari un giorno approfondisco l'argomento. Magari prima dei due anni di buio.
Cambio città, cambierò agenzia, cambierò ritmi, cambierò amicizie anche se quelle vere ci sono e ci saranno sempre.

E voi come state?




26 luglio 2008

Ma qualcuno legge ancora sta cosa?

Io non entravo da mesi. Sigh.

Ciao :P 




permalink | inviato da garbage il 26/7/2008 alle 16:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa



19 settembre 2007

Punto della situazione.

Funziona così: quando hai voglia di scrivere non c’è una tastiera, e quando hai davanti un pc tutto per te non c’è ispirazione. E’ matematica anche questa. Un po’ come le giornate uggiose: se ho l’ombrello non pioverà di sicuro, se lo dimentico a casa la lavata è certa. Einstein mi fa BAO.
In questo periodo comunque ho:
passato tre settimane in salento godendo al massimo le mie ferie estive,
ripreso il lavoro per i tre giorni più lunghi della mia vita,
fatto un fine settimana lungo a Barcellona con due dei miei più cari amici,
ripreso per la seconda volta (secondo trauma) il lavoro.
Durante questi spostamenti vari ho:
conosciuto un sacco di gente (prevalentemente masculi eccheccazz),
pomiciato con i suddetti di qua e di là,
ripreso i contatti con vecchie conoscenze e approfondito quelle nuove,
preso un sacco di sole che da anni non vedevo (sono addirittura più scura di mia sorella, cosa mai successa),
bevuto tanto (fumato niente però),
ballato,
perso due chili nonostante le mangiate varie,
accumulato autostima inaspettatamente.
In questi giorni milanesi in cui riprendo il lavoro e il solito tran tran farò:
una registrazione di un radio che ho scritto io,
una campagna che fra non molto si vedrà in giro per le strade e sui giornali di moda,
tappa fissa al cinema perché stanno uscendo un botto di film,
i supplì di riso che tanto mi piacciono,

la telespettatrice fissa del programma che aspetto da troppi mesi perché stasera c’è LEI!!



Ah no scusate, volevo dire LEI!!!!!!!!!!!!!!!




permalink | inviato da garbage il 19/9/2007 alle 19:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa



3 luglio 2007

I viaggi di una imbranata.

Potevo scegliere il fine settimana migliore per  andare a Londra?
Ho rimandato un sacco di volte e quando finalmente prenoto scoppiano due bombe. A me bastano dei semplici fuochi d’artificio se proprio volevano festeggiare il mio arrivo.
Altro viaggio da sola, altro viaggio pieno di figure ‘emmerd soprattutto una volta arrivata a Stansted quando non sapevo come cappero farmi il biglietto del treno per Londra città. Il dialogo con l’omino della stazione è stato:
“Excuse me, i want to buy a ticket for liverpool station. How i do it?” (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
“Yes... bsgspifahb aslhbal f London osghdoghslagbc sihf “
“...” (bocca aperta e mani rivolte al cielo)
“…”
“Sorry?”
“Ticket hfpa machine hafpihiah London dhapaidh”
Da lì ce l’ho fatta eh.
Se ripenso al dialogo che ho avuto con quello seduto affianco a me all’andata mi viene da piangere. Avete presente I Fantastici 4? Adesso si è unito pure l’uomo Silver là.. quello tutto argentato che non so cosa faccia (lava l’argenteria con un gesto?), vabbè insomma, ora si è aggiunto l’uomo pesce ed era seduto affianco a me. Uomo pesce perché era squamoso, tutta la pelle rovinata che si staccava dalla faccia. Oltretutto si è sparato due havana cola in volo perché aveva paura. Quindi avevo seduto al mio lato destro l’uomo che si autodisintegrava e ubriaco spolpo (e che mi parlava in inglese!!! Ma la gente non ha ancora capito che sono negata con le lingue?)
Comunque è stato un fine settimana bellissimo, ho già voglia di tornare. Londra è splendida!




permalink | inviato da garbage il 3/7/2007 alle 20:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa



7 giugno 2007

Piccoli stagisti pagati.

Oggi è una bellissima giornata.

Primo perché la settimana è finita e questo week end scendo a trovare gli amici MIA, secondo perché mi hanno dato il mio primo stipendio (da stagista e mezzo perché ho iniziato a metà mese ma sempre uno stipendio è… anzi è più un rimborso spese, vabbè non facciamo i pignoli oh!!).

Terzo sto per andare a prendere una pizzona per festeggiare e mi prendo pure una birrozza con la Roberta (mia compagniuccia di stanza) e quarto ho annusato per aria il profumo dello zampirone; avete presente quello a spirale? Ecco, sentendo quello ho capito che sta arrivando l’estate.

L’estate è lo zampirone e lo zampirone è l’estate! (certo che bisognerebbe avvertire qualcuno lassù di smetterla con sta pioggiaemmierd)

SONO FELICE.




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23 maggio 2007

In centro è pieno di ragazzi! Mmm

Ovviamente sono sempre l’ultima a sapere le cose!

Dopo aver visto il Duomo di Milano colmo di gente vestita in rosso e nero e bandiere del Milan che spuntavano ovunque ho capito.

Vabbè, a me il calcio fa schifo, il Milano poi che è di Berlusconi ancora di più però non si può non tifare per gli italiani.

Ho la televisione accesa, seguirò poco ma con il cuore sono vicina.

 

Ah… oggi sul 27 ho incontrato l’uomo della mia vita.




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17 maggio 2007

job sweet job

Stasera appena entrata a casa mi sono trasformata.
Da felice che ero hanno iniziato a girarmi le palle in una maniera immonda.
Sarà che ho trovato Silvia seduta alla mia scrivania mentre era al telefono (dobbiamo assolutamente prendere un cordless altrimenti stanno sempre in camera mia), sarà che c’era tutta l’immondizia ancora da buttare (e la butto sempre e solo io), sarà che il tavolo della cucina era straincasinato, sarà che nessuno voleva mangiare una pizza e sono dovuta andare a farmi la spesa, sarà che al ritorno Silvia era sempre là, sarà che mia sorella domani deve venire a Milano per il week end e ancora non si degnata di avvisarmi per dire a che ora viene, sarà che Roberta sta già dormendo in camera mentre scrivo e io volevo vedermi un film che sto rimandando da giorni, sarà che ho mangiato dei fagiolini che facevano schifo e li ho buttati ma non vedo l’ora che sia domani mattina per andare a lavoro!
Oggi mi sono divertita un sacco, ci sono un paio di personaggi che fanno spisciare dalle risate (uno mi intrippa pure).

Ah, appena imparo tutti i nomi poi faccio un bel resoconto su quelli che lavorano in agenzia da me. Tanto siamo una dozzina circa, faccio presto.




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10 maggio 2007

Tachicardia

Oggi pomeriggio ho un colloquio in un'agenzia pubblicitaria vicino Cadorna.
Le parole giuste che esprimono il mio stato d'animo attuale sono:

MI STO CAGANDO ADDOSSO.




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20 febbraio 2007

Report.

I miei giorni trascorrono in fretta.
Quelli feriali si alternano a quelli festivi con una rapidità frenetica. Gli umori seguono il tutto in maniera precisa e ritmica. Lo stress dei giorni a scuola si placa nel week end rilassante, tuttavia la quasi noia della domenica reclama il lunedì e il suo tran tran quotidiano.
Così uno non se ne accorge e arriva già al 20 di febbraio. Marzo è alle porte, la primavera si fa già sentire e gli uccellini fanno cip cip (?????).
Tralasciando il fatto che ho bisogno di una vacanza, mi sento euforica e frizzante, attiva e a tratti felici. Quella felicità che non si spiega, ma perché dovrebbe esserci un motivo per tutto? Ma andate tutti a quel paese oh, ho voglia di ridere il più possibile e riscaldarmi sotto il sole.
Domenica sono al concerto dei Blackfield all’Alcatraz, non vedo l’ora! (sentite anche i Klaxons con Golden Skans, fantastici come il video).
In casa mia, dopo quasi cinque mesi di convivenza, stanno saltando fuori le prime magagne dei coinquilini. Ne avrò mille anch’io, senza dubbio, compresa la pignoleria e la precisione ma ultimamente sto trattenendo un sacco di scazzi paurosi. Implodono in me, li somatizzo (ma vedrete come li sodomizzerò io!! Mhauhauuah).

Mi capita spesso ultimamente di riflettere sul senso di umanità. Quando una persona si comporta umanamente? Se tutto è relativo, perché tutto è relativo, come si fa a conciliare il mio senso di “umano” con quello degli altri? Ho finito recentemente un libro, mi sono scoperta lettrice da quando sono a Milano (leggo un fottio!!!), un libro di Harper Lee “il buio oltre la siepe” che sicuramente molti avranno letto. Nel libro, stupendo e commovente, si dice “Hanno il diritto di pensarlo e hanno il diritto di far rispettare la loro opinione, ma prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l’unica cosa che non debba confermarsi al volere della maggioranza”. Non so se mi spiego, una frase semplice che taglia le gambe a tutti da quanto è forte. Un libro da leggere, senza ombra di dubbio.
Tornando a me, constato con riluttanza che la gente preferisce essere furba e mettere i piedi in testa agli altri per emergere e farsi notare. Appena può e se ne ha la possibilità ti frega, tutto qua.
Discorso pessimista e triste ma sfido io a trovare gente veramente corretta al mondo, le conteremo sulle dita di una mano. Poi c’è tutta quella categoria di persone che se ne lava le mani, delega ad altri e non fa mai un cazzo!

Per passare a qualcosa di più divertente, i condomini ci hanno segnalato all’assemblea di condominio! Non vi dico le risate nel leggere la lettera che ci ha scritto quella demente della proprietaria di casa (un post solo su di lei prossimamente, promesso!) Ho riso ancora di più quando mi sono messa a scrivere una lettera di risposta che verrà fotocopiata e messa nelle caselle di posta di tutti gli amati vicini. Potrei incollare anche quella prossimamente! Da morire, poi la appenderemo a casa!
Io e mia sorella, infine, ci siamo date al cazzeggio sfrenato questo week end. Abbiamo realizzato un fotoromanzo con degli animali di carta e colla colorati che ha lei in casa (è piena di queste cavolate simpaticissime). Anche qua da spisciarsi! Ovviamente viva il trash e il nonsense! Magari se riesco ad alleggerirle un pochino le inserisco.







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21 dicembre 2006

Arrivano le vacanze!

Cavolo ma siamo al 21 dicembre di già? Com'è che non mi accorgo del tempo che passa?
Se da un lato mi sembra di stare a Milano da un anno, dall'altro il tempo vola! Non saprei dire con precisione quello che ho fatto la settimana scorsa.
Ieri mi sono girata il centro a piedi per sei ore: dovevo prendere gli ultimi regali per gli amici e mi sono ritrovata con la macchina fotografica in mano a gironzolare per il parco. Non male! Alla sera avevo due zamponi al posto delle gambe, però ero contenta.
Ho un sacco di novità da raccontare, ovviamente è tutto nuovo e tutto fantastico, ma non so da dove partire.
Facciamo che ve le racconto tornata dalle vacanze. Decidete intanto cosa volete sapere (niente cose zozze eh, quelle sono personali hihhihi).
Mi manca tanto il mio blog, spero di attivare la connessione a casa al più presto
Vi faccio gli auguri di buon Natale e buon anno, domani me ne torno a Padova.
un bacione




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5 dicembre 2006

Festa!

Ieri sera c’è stata la festa dell’Accademia in un famosissimo locale di Milano di cui però non farò il nome (Inizia per Rolling).
Per risparmiare felicemente i soldi delle consumazioni al bar, ho deciso di sfondarmi di birra a cena: tre bottigliozzi tutti per me e un po’ anche per i coinquilini arrivati dopo cena.
Vestiti di tutto punto, infighettati e truccati ci siamo diretti al locale, insieme ad alcuni compagni di classe che avevano parcheggiato davanti al mio portone e mi erano venuti a prendere.
Serata davvero bella: ho ballato tutto il tempo (la musica era decisamente buona) e cazzeggiato in giro con quelli della scuola. C’erano pure i professori che gironzolavano per la pista, qualcuno ballava pure alla grande ubriaco spolpo.
Ho dormito 4 ore, ma ne è valsa la pena!





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1 dicembre 2006



La casa gialla sta diventando sempre di più un mio pensiero fisso. L’altro giorno, passandoci affianco, ho visto una lucina accesa: una di quelle luci fisse sopra la porta che danno sul giardino. Il giardino è spettacolare, è pieno di verde e di piante diversissime: sembra un orto botanico o ancora meglio una mini foresta amazzonica (mi ricorda molto il film Jumanji, o Jurassic Park!). Un giorno potrei affacciarmi e venire a conoscenza di una specie animale segretamente protetta che vive da millenni là dentro! Vabbè va, lo so che qua sto parlando di una cosa che posso capire solo io, però sono sicura che molti hanno visto quei film estivi per ragazzini dove un gruppo di amici va ad esplorare una casa misteriosa con personaggi strani e magari dotati pure di poteri magici. E’ bello farsi certi film in  testa!
Per il resto ieri in autobus mi sono accorta di una cosa: sono la persona più insopportabile al mondo quando ricevo una telefonata e sono su un mezzo. Rispondo a monosillabe e decisamente scocciato: un tesoro insomma! Il fatto è che mi imbarazza sapere che gli altri che sono sul tram o sul bus si ascoltano gli affaracci miei (cosa decisamente interessante quando accade il contrario) e quindi taglio corto. Mi imbarazza e mi dà fastidio. Succede l’esatto opposto quando sono in macchina da sola: riesco tranquillamente a parlare di cose intime, ma tanto intime, come se bevessi un bicchier d’acqua! Forse perché sono concentrata sulla strada non ho nessun tipo di inibizione o controllo sul discorso che sto affrontando.




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24 novembre 2006

La casa gialla e sporca.

Mercoledì c’era un sole pazzesco a Milano. Nonostante il periodo intenso e la giornata stressante mercoledì eravamo tutti euforici e contenti anche alle 20.30 di sera dopo ore passate in Accademia, merito del sole.
Stiamo preparando un sacco di lavori, molti dei quali potrebbero andare ad un concorso inglese. Non male direi ma oggi non ho voglia di parlare di scuola.
Quando ho un briciolo ti tempo mi faccio dei giri qua nel quartiere, ogni volta scopro un negozietto nuovo, qualcuno terrificante altri invece molto carini (sto sondando anche i ristoranti vari in zona, sia mai che qualcuno abbia voglia di venirmi a trovare ‘na voRta!).
Ogni volta che scendo dall’autobus alla fermata vicino casa passo affianco ad un palazzo inquietante: è una casa enorme, gialla e sporca, piena di alberi e di siepi tanto che è difficile vedere all’interno del cortile (colpa anche del muretto che lascia pochi spazi ai curiosi come me). Piante sparse ovunque, sembra un orto botanico, molto bello al di là di tutto. Un giorno, penso fosse una domenica pomeriggio nel silenzio totale della città, ci sono passata davanti e ho visto una persona seduta sul balcone a fare non so cosa: ho visto solo una chioma bianca a caschetto. Avete presente Margherita Hack? Mi ha dato quella sensazione nonostante non l’abbia vista in faccia.
Devo indagare, mi fa troppo film dell’horror! Che poi c’è anche una puzza di morto davanti al cancello che stuzzica molto la mia fantasia (oltre alla faccia contorta dal dolore per l’olezzo maleodorante).

Momento pubblicità:
Ma l’avete sentita l’ultima della Ferrero? Con la Autieri che canta “splendido fondente?”… mi vien male! E quella del parmigiano reggiano dove sono tutti vestiti da ortaggi e cantano storpiando la canzone dei Ricchi e Poveri? Io quella la adoro, è talmente trash che mi fa spisciare.

Nota di servizio:
Sabato 25 novembre c’è Francesca Reggiani alla Fnac, io vado, chi viene con me? Sono là alle 17.30!





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7 novembre 2006

Ma quanto freddo fa???

Stranamente ho un po’ di tempo per oziare e non fare nulla.
E’ più di un mese che sono qua e oggi ho fatto la mia prima lavatrice (non è che non mi lavo da un mese, è che ho sempre portato le cose da lavare a casa!): due ore per capire come cacchio funziona! Sono proprio da sposare, lo so.
Non torno a casa a Padova da una vita, mio zio (fotografo) mi ha sviluppato le foto della laurea e sono curiosissima di vederle, dicono siano molto belle
Nel frattempo sono qua che lavoro discretamente, a scuola ci danno un sacco di compiti per casa, molto divertenti. Sono contenta, ho anche realizzato qualcosa che mi piace davvero. Però non ho mai un attimo di tempo per farmi delle passeggiate come voglio.  Mi accorgo inoltre che ogni volta che cammino per le strade faccio lo stesso pensiero mentre osservo le macchine parcheggiate: “guarda quello come si è messo, se si stringeva un po’ ci stava un’altra macchina!”, lo penso sempre… a voi succede mai?
Quando ho qualche ora a disposizione mi attraverso la città a piedi e scatto qualche foto: tappa obbligata alla Fnac (ho già la tessera dei soci) e poi negozietti sparsi per il centro. Ho cambiato tragitto per arrivare a scuola, il 61 lo uso solo quando ho tempo (ora non ne ho più), vado con il 54 fino al Duomo e poi prendo il 14, un tram verde fighissimo e moderno, sembra un bruco.
Mi sono fatta la tessera pure della Standa, anche se non compro tante cose: preferisco risparmiare per il cibo e andare al cinema una volta in più! Comunque sono piena di tessere, pure delle fotocopie là a scuola. Ce le ho tutte.
Ho scelto bene e mi ritengo molto fortunata per tutto quello che mi sta accadendo: ho poco tempo per me, per oziare o cazzeggiare in giro, ma dopotutto mi va più che bene così, non avendo nessun legame sono contenta di occupare quel tempo che mi rimane dormendo!
Ogni tanto penso che sarebbe bello se ci fosse qualcuno che si occupi di me.
“Sono stanca oggi, pensaci tu a me”
In compenso i miei coinquilini sono diventati la mia seconda famiglia, sono stata fortunatissima anche in questo caso: sono dei tipi in gamba e tranquilli. Nessun rompi coglioni  (master a Cambidge) che mi stressa anzi, sarà che sono la laureata in Lettere (e forse lo associano a Psicologia), sarà che sono l’ultima arrivata e vogliono sentire l’opinione dell’estranea ai fatti, sarà che ho la faccia di quella che la sa lunga (io????) ma ogni volta mi chiedono un consiglio, questioni di cuore prevalentemente. A me questa cosa fa piacere, ogni giorno mi aggiornano e mi chiedono qualcosa e io sono libera di dire quel cacchio che voglio. E’ bello quando ti chiedono un’opinione!! E soprattutto è bello staccare completamente da scuola, non parlo tanto dei lavori che faccio e stacco la spina per riposare il cervello.
Sto conoscendo davvero molta gente, prevalentemente a scuola a causa dei lavori di gruppo, pian pianino conoscerò tutti comprese le altre classi; però mi mancano i miei amichetti a Padova, la Valentina, Geremia, Diego… ufff. Quando mi verranno a trovare? Quando riuscirà la nostra eroina a tornare a casa un week end?
Lo vedremo nella prossima puntata.





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30 ottobre 2006

Aggiornamient del cappero

Appena ho due minuti (due) pubblico un po' di foto di Milèn e scrivo quattro "acche". Sta succedendo di tutto!
          




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8 ottobre 2006

Ho quasi finito

Domani sarà una giornata piena. Una giornata che aspettavo da parecchio, che mi sono immaginata in mille modi diversi, sulla quale ho fantasticato le notti.
Domani alle 16 entrerò in una stanzetta piccolina, cinque persone di fronte che ascoltano il mio discorso e chissà quante dietro che sono venute a vedermi.
Poi uscirò e finalmente potrò definirmi laureata.
Devo ancora preparare quella presentazione che riassume in poche parole una tesi che mi ha fatto penare non poco. Sono tutto sommato tranquilla (ora!) e non ci sto pensando più di tanto; forse dovrei iniziare a muovermi un po’, giusto per evitare quelle scene imbarazzanti di silenzio eterno che minacceranno la mia discussione oppure di balbettare qualche frase incomprensibile mentre i professori mi guardano con una faccia schifata.
Io comunque mi porto un mazzo di carte: appena mi accorgo della crisi imminente, tiro fuori le carte e faccio qualche gioco di prestigio per intrattenere il pubblico!
Mio dio, sarà un disastro.
Se qualcuno passa per Padova domani mi scriva un’email va, così lo informo come fare a raggiungere il locale in cui mi starò ubriacando dalle 18 in poi!




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7 ottobre 2006

Milèn

Ho paura di portare un po’ sfortuna.
Qualche settimana fa, appena arrivata a Milano, mi sono trovata il quartiere circondato da giornalisti e vigili del fuoco per una palazzina crollata a causa di una fuga di gas.
Lunedì scorso, trotterellando felice verso la mia dimora milanese, mi sono vista un carro funebre parcheggiato tutto storto davanti al portone di casa. Non c’era anima viva, nessun autista. Il furgone era vuoto e il bagagliaio aperto.
Incredula e pure un po’ stupita (non del fatto che la gente muoia, piuttosto perché succede tutto vicino a casa!), sorpasso la soglia dell’ingresso e mi dirigo verso la porta a vetri.
La trovo aperta, completamente, cosa che non succede mai.
Giro l’angolo per salire le scale e me li trovo davanti: quattro uomini, tutti eleganti, con in spalla una bara visibilmente vuota che stavano salendo per andare a prendere il corpo.
Immaginate questi quattro con una bara e io dietro in fila. Mi sembrava di stare in un film.
 

L’altra settimana oltretutto mi sono ammazzata dalle risate con un amico. Stavamo tornando verso casa mia e, come i bambini scemi, buttavamo un occhio sui campanelli dei palazzi vicini, quando ad un certo punto uno cattura completamente la nostra attenzione: La Casa Del Tempo Felice.
Le abbiamo sparate tutte: una casa chiusa, un ospizio, un ritrovo per quelli che si fanno gli spinelli e cose del genere. Chiedendo ai miei coinquilini è venuto fuori che è un asilo nido! Un velo di tristezza si è posato sul mio volto: vuoi mettere le risate se fosse stata una casa chiusa?
Certo che hanno trovato un nome orrendo per questo asilo, a me viene in mente la vecchiaia!




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22 settembre 2006

Je suis tornè (ma per poke')

Sì, direi che quella palazzina crollata vicino a casa mia non è male come benvenuto.
Che poi mi sembra di aver capito che è stato un suicidio, cavolo, enorme rispetto per chi si toglie la vita.
Questa settimana ero a casa da sola, no dico: una casa tutta per me a Milano. Mi commuovo ancora al solo pensiero. Mi sono divertita e qui chiudo! (risata malvagia di sottofondo)
Ho evitato come la peste la metro (anche perché spesso finisco lezione alle 21 e passa e attraversarmi la città da sola non è il massimo) e mi sono dedicata con amore all’autobus! Ho deciso che il mio mezzo di trasporto preferito sarà il 61, senza togliere niente all’Undici che amo nel profondo. Il 61 fa un giro pazzesco: attraversa il centro della città toccando tutti i punti interessanti (San Babila, il Castello, Cadorna, ecc.). Insomma durante il viaggio (perché è un viaggio di un’ora, li mortacci sua) mi vedo tutto il zentrum e mi oriento molto meglio.
La Scuola è una figata pazzesca: i compagni di classe sono simpatici (c’è un gruppetto di napoletani e siciliani che fa morire), i professori sono giovani e superattivi che mettono voglia di fare (ho già i compiti per la prossima settimana, azz) e i corsi sono interessanti. Ho voglia di fare un sacco di cose!
Sono proprio contenta.




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17 settembre 2006

IR 17.51 (PD) - 20.40 (MI, Lambrate)

Non ho ancora pensato a cosa mettere in valigia. Di sicuro lenzuola, asciugamani, coperta e affini. Le cose per il bagno, la mia tazza del latte così avrò meno nostalgia di casa e un paio di cd. Avrò il polpettone della mamma, così sono già a posto per la cena appena arrivo domani sera e buona notte.
E poi martedì inizio, ho un po’ di tachicardia.
Non ho il pc a Milano questo vuol dire che cazzeggerò di meno in internet e cazzeggerò di più per le strade della città.
Mi mancherà tutto, ma sono contenta di voltare pagina.

                                




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7 settembre 2006

Casa mia non è normale

Non so se è per indolenza, pigrizia o sfottò se la mia adorabile famiglia non è andata a prendermi delle candeline decenti!
Io ho 221 anni adesso! (portati splendidamente però eh!)







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6 settembre 2006

Oggi sono 23

Oggi è un giorno speciale.

                          


23 è un numero ricorrentissimo (?) nella cultura universale dell’umanità!
 

23 sono gli anni di Cristo dieci anni prima che salisse in cielo
23 sono le dita dei piedi e delle mani
23 sono i punti neri sul naso
23 sono i canti della divina commedia diviso tre meno dieci
23 sono gli stati uniti d’america
23 sono gli scudetti dell’inter
23 sono gli anni passati in galera di Calogero
 

E potrei continuare all’infinito…




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5 settembre 2006

Coff coff... ehm...

Hoooooooooooooooooo

oooooooooooooooooooo

finitoooooooooooooooo

oooooooooooooooooooo

oooooooooooooooooooo

oooooooooooooooooooo

ooooooooooooooooooo

ooooooooooooooooooooo

oooooooooooooooooooo

oooooooooooooooooooooo

gliiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

eeeeeeeeeeeeeeesaaaaaaa

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

mmmmmmmmmmiiiiiiiiiiiii

iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii




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1 settembre 2006

Parte delle mie vacanze

Che poi qualcuno sostiene convinto che l'Italia non abbia niente da offrire















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29 agosto 2006

Hobby

Finalmente escono film decenti al cinema. Dopo Slevin di ieri sera, oggi vado a vedere questo:

  

Quanto m'attizza Lo Cascio oh!

Aggiornamento delle 2.00 del 30/08/2006:
il film fa schifo, non andate a vederlo!




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20 agosto 2006

Uff che fatica

Di quello che mi è successo nell’ultimo mese avrò tempo di raccontarlo con calma e a mente riposata, per il momento i miei tre neuroni (tre è il numero perfetto) sono ancora stanchi e rimbambiti dal viaggio di ieri: Lecce-Padova à 12 ore di macchina, contro le 9 abituali. Ma perché in Italia non esistono le vacanze intelligenti? Perché negli altri paesi le ferie vengono spalmate saggiamente durante tutto l’anno e qua in Italia ad agosto ci troviamo tutti in autostrada? Non abbiamo mai fatto una partenza così stupida in vita nostra, mai più nel week end, mai più!
Che poi, dopo tutto quel tempo che sei in autostrada, dopo 12 ore di viaggio in cui vedi sempre le stesse persone in coda (sia per strada che ai bagni dell’autogrill), dopo tutta questa intimità insomma, alla fine della giornata si è isterici e si corre come pazzi accecandosi a vicenda con i fari e suonando il clacson. Un momento prima si è quasi parenti, si condividono gioie e dolori, e un secondo dopo “spostati altrimenti ti vengo addosso”, “cavati dai cogl****”, ecc.
Oltretutto quassù piove! Ma perché? E’ il 20 di agosto… devo tenere in vita l’abbronzatura che ho preso capperi. Come faccio? Io voglio tornare giù!!
Per fortuna l’adsl ha ripreso a funzionare, rimane solo da mandare un fax all’Infostrada e minacciarli di morte per le sofferenze patite e i danni… morali!
Ho persino trovato casa a Milano, vabbè insomma… con il tempo…
Il mio diario, mi è mancato tanto.




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23 giugno 2006

Situescion

Due minuti di tranquillità. Due minuti per coccolare un po’ questo mio spazio virtuale.
Ho trascorso delle giornate pesanti e ancora me ne rimangono.
So però per certo che ricorderò con nostalgia questi momenti di completa frenesia (trallallero trallalà), tra studio, tesi, iscrizione al master. Dai gli ultimi esami, corri a mandare il modulo di là, firmami sta carta qua, vai a fare la babysitter, pigliati un caffè, barba e bidet, porta la bici ad aggiustare, vai a fare le fotocopie, non c’è tempo per dormire e neanche per stare con gli amici.
Dovrei anche iniziare a cercare una casa a Milano, maremma bona.
Vado a vedermi CSI va, così non ci penso. Tanto fra dieci minuti sto già dormendo e se mai dovessi svegliarmi aprirò il libro e mi metterò a studiare.
Che palle!




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20 giugno 2006

News

Mi hanno presa!




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8 giugno 2006

Aspettando il secondo colloquio

Non avendo dormito una mazza di notte ieri mattina mi sveglio con una faccia che faceva spavento a zio Fester. L’agitazione e l’ansia (con l’aggiunta di un buon caffè, poi un altro e un altro ancora) mi hanno tenuta sveglia per quasi tutto il giorno.
Stazione-treno-viaggio-arrivo. Niente di particolare, nemmeno i classici dieci minuti di ritardo (e mi è pure andata bene!).
Corro in agenzia di pubblicità per farmi dare alcuni documenti per la mia tesi di laurea. C’ero già stata e sapevo benissimo tutto il percorso da seguire. Entro, prendo l’ascensore, salgo al quarto piano: il deserto. Allibita dal nulla che mi circondava chiamo la Cinzia (la segretaria oramai diventata amicona): “ma a che piano stai che non ricordo più??” “al secondo” “aaahhnn [boh] mo arrivo”.
Scendo al secondo: un altro deserto. C’è qualcosa che non va. Richiamo da brava ebete:
“mi sono persa” “ma sei mica in via taldeitali?” “eccerto!” “ci siamo trasferiti in via cosìecolà”
Ma pooooooooooooooooooooooooooooooorca di quella ***ia [1]
“ah ok, arrivo subito”.
Per fortuna era là vicino. Entro in questo cortile spettacolare pieno di verde e colonne doriche e salgo su al secondo piano. Da lontano vedo la Cinzia che mi saluta mentre mi guardo intorno in questo ufficio fantasmagorico. Come nei film: studi divisi da vetri, oggetti supertecnologici ovunque, pubblicità appese, gente giovane, insomma una figata. La saluto e vado subito a parlare con quel poveraccio che si è trovato a che fare con me, oltretutto un guru nel suo campo, persona squisita e che legge Repubblica (già mi piace alla follia). Chiacchieriamo poco, scambio anche due parole con la sua assistente disponibilissima, lo saluto, lo ringrazio mille volte ma senza leccare troppo e me ne torno dalla Cinzia. Due battutacce sceme prima di farmi dire dov’è il bagno, me la stavo facendo addosso (ultimamente ho la pisciarola perenne). In bagno, ombelico del mondo, mi trovo faccia a faccia con l’account che avevo intervistato secoli fa: “salve! Che piacere rivederla” “ancora tu? Ma non ti sei laureata?” “beh no, adesso, fra poco…” “eh vedi di darti una mossa, da quant’è che la tiri per le lunghe? Un anno?” “no vabbè, non è un anno, ci siamo visti a novembre” (ahaha 8 mesi fa, con che coraggio gliel’ho ricordato?!) “beh muoviti no? Il mondo del lavoro non è mica così elastico” ecc.. Insomma lo avevo salutato con tanto entusiasmo e affetto, anche perché a novembre avevo fatto davvero una piacevolissima chiacchierata, che queste sue affermazioni mi hanno dato una mazzata.
Più tardi con la Cinzia:
“ma scusa.. ma perché mi fa queste osservazioni? Che gliene frega a lui? Sono mica una sua dipendente” “ma sì ma fregatene, è fatto un po’ così, ma scherzava, non darci peso” “eh sti cavoli che non ci do peso, mi dava un cazzotto in faccia ed era meglio”. Me ne vado mortificata pensando alla faccia seria dell’account mentre mi dà dell’inetta. Pensieri che mi hanno accompagnato per tutta la giornata e che me l’hanno mezza rovinata, mi pare chiaro.
Mi ritrovo in piazza Duomo, chiamo Marco, l’amico giornalista, che lavora là vicino. Ci beviamo un tea freddo alla pesca mentre mi racconta dei casini di Moggi, Ricucci, Cannavaro e di una community in internet (sulla quale ci siamo conosciuti). Lo lascio salire in ufficio mentre mi faccio una passeggiatona prima di andare a prendere la metro e raggiungere l’amico Tony per il pranzo. Mangiamo, chiacchieriamo e ritorniamo sui nostri passi. [Ah, Tony ha la bacchetta originale (originale eh) di Harry Potter in macchina e per farla funzionare si deve parlare in latino, altrimenti ciccia. Le cazzate che non sono uscite.]

Prendo la metro, alle 15 ho l’appuntamento per il colloquio, mi cago addosso. Uscita all’aria aperta mi arriva la telefonata di Elisabetta (la coordinatrice del master – questo l’ho saputo dopo): “dove sei?” “guarda sto andando alla fermata del tram, per le 15 sono là” “eh ma l’appuntamento era alle 14.30”
Ma pooooooooooooooooooooooooooooorca di quella ***ia [2]
“cavolo!! Pensavo alle 15! Volo!!!” “vai tranquilla ti aspettiamo”. Commossa da tutta questa disponibilità (non scherzo) corro nel vero senso della parola (arriverò sudata, uno spettacolo raccapricciante).
Arrivo, saluto Elisabetta e Claudia (mi pare fosse questo il suo nome ma non ci giurerei), una ragazza interessata al master come me. Mi siedo e mi fa subito qualche domanda. Vedo che è una persona giovane e simpatica così le rispondo con qualche battuta, anche per smaltire la tachicardia.
“sei di Padova giusto?” “sì sì di Padova” “ah perché dall’accento non si direbbe”
Ma poooooooooooooooooooooooooooooorca di quella ***ia [3]
Eridaje, urge corso di dizione. “eh forse perché sono mezza leccese, non so” “ambè probabile”.
Sono stata là due ore, due ore volate via in un attimo, mentre si parlava del corso, dell’Accademia, del calendario scolastico, delle materie. Io dicevo la mia, rispondevo sicura e ammaliata dall’atmosfera. Sono convinta di averle fatto capire quanto mi interessi il posto, quanto mi piace l’ambiente e quanta passione ho dentro.
Mi ha dato anche un test creativo da mandarle via posta la prossima settimana. Dei compiti per casa quasi. Niente di particolarmente articolato o lungo da fare, basta “solo” non cadere nel banale e nel “già detto”, senza chissà quali voli pindarici. Ci penserò questo week end, a mente riposata.
Esco-tram-metro-stazione. Treno delle 18.05, arrivo a casa alle 20.47, li mortaci sua.
In treno, seduta davanti a me, c’era una ragazza che leggeva il romanzo di Frank McCourt “Le ceneri di Angela”. Nessun titolo poteva essere più azzeccato di questo: ero distrutta. Avrei anche aggiunto alle sue letture “L’ascella pezzata di Angela”, “Il muschio nelle scarpe di Angela” “La fame famelica di Angela” e così via.




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31 maggio 2006

Bivio

La settimana prossima sarà piena di impegni e di scadenze da rispettare. Incontri informali e colloqui importanti. Quello che accadrà in quei giorni cambierà la mia vita: scelte da fare e strade da imboccare che ancora non conosco ma che sotto sotto sono convinta siano quelle giuste.
Pochi anni fa ho capito cosa volevo fare da grande e più è passato il tempo più queste convinzioni si sono solidificate.
Mercoledì prossimo sarò a Milano e là deciderò (o forse meglio decideranno) cosa sarà di me nel futuro, ma non voglio anticipare niente, per scaramanzia.
Intanto domani scendo a Lecce per qualche giorno. Ho già chiamato i cugini per organizzare la scampagnata al mare venerdì! Se c’è “lu sule” mi faccio il bagno, cascasse il mondo.
Questi giorni voleranno.




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