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  garbage [ Le scopazze più belle del mondo ]
         



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9 maggio 2010

Informazioni meteo

Dicono che farà un tiempiemmerd fino a metà maggio.
A Milano piove da giorni, oramai l'ombrello è diventato il migliore amico di tutti. Ce lo portiamo anche a letto tentando di combattere l'umidità che aleggia nell'aria e si intrufola nei capelli generando chiome ribelli.
Solo un aspetto è ancora positivo e cioè che non ho ancora fatto il cambio della stagione, non ho ancora tolto il piumone e tutto lo sbatti del "lava e metti via" non lo sto ancora vivendo.
Qualcuno dirà, vabbè... lo rimanderai fra dieci giorni al massimo e io, sì ciairaggioneciai ma tanto avrò pure il trasloco da fare quindi non me ne renderò conto più del dovuto. Spero.


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7 aprile 2010

pasqua

Sto ancora digerendo il pranzo di Pasqua.
Si può chiamare "pranzo" un pasto che finisce alle 18? Direi di sì se siamo a Napoli.
A Napoli ho mangiato l'iraddiddio!
Sono riusciti, i miei suoceri, a preparare un primo (e vabbè) e tre, dico TRE, secondi di carne. Neanche in tempo di guerra! Ho mangiato, in ordine: il lesso, l'agnello con piselli e frittata di contorno e le costicine ai ferri.
Per non parlare degli affettati, dei formaggi, del vino a go go, e della pastiera.
La Pastiera vera! Adesso posso dire di conoscerla e di amarla alla follia.
Voglio tornare a Napoli, al più presto.


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24 marzo 2010

mi sono persa sull'autobus

Sì lo so, sembra impossibile e pure è successo. E non è la prima volta.
Ieri sera ero alla stazione di Lambrate per chiedere il rimborso di un paio di biglietti, pratica aimè molto frequente.
Il fatto che il bigliettarolo c'ha messo vent'anni, e con grossa difficoltà, a servirmi non mi ha messo di ottimo umore.
Uscita, brontolando, ho deciso di andare a fare la spesa e prendermi qualcosa di buono per dimenticare.
"Toh! C'è il capolinea della 54! Il bus che passa vicino casa mia e si ferma proprio davanti alla Standa"
Mi fiondo contenta del fatto che farò prestissimo visto che in linea d'aria saranno due chilometri.

Non l'avessi mai fatto invece.
Pensavo tagliasse per le viuzze residenziali e sbucasse vicino casa mia e invece ha fatto il classico "giro del cucco". La periferia di Milano che non ho mai visto l'ho vista ieri sera. Ad un certo punto persino l'ultima famiglia di colore che mi accompagnava è scesa lasciandomi da sola con l'autista in mezzo al niente.
Dovevo metterci cinque minuti, ce ne ho messi trentacinque.

E non è la prima volta, come ho detto.
Mi è capitato, soprattutto all'inizio della mia vita milanese, di prendere l'autobus dalla parte sbagliata. Certo, Milano non è grande come Roma ma vi assicuro che piccola non è.
(poi mi sono persa anche sull'autostrada ma questo mi sembra di averlo già raccontato)





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24 luglio 2007

Punty di sospensione (andata pure quella)

Dopo 12 (DODICI!!!!) anni di onorato servizio (beh oddio, mica tanto) e impeccabile scorrazzamento a destra e manca abbiamo detto “ciao” alla Punty. E’ stata venduta per mille euro al più sudicio e puzzolente concessionario della periferie patavina (ma quando mai!). Così poco valeva la macchina con cui sono cresciuta?? La macchina senza aria condizionata, senza radio, senza alzacristalli elettrici funzionanti, senza servosterzo. Senza una cippa lippa??
Mia sorella ha fatto in tempo a fare alcune foto alla macchina che ci ha fatto da madre da nonna da zia da sorella da cugina da amante (?) da amica!!
Ciao Punty, ti vogliamo bene.





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4 luglio 2007

Bollani a Bollate

Ieri sono andata a Villa Arconati (Bollate) a vedere Stefano Bollani che amo dal profondo.
L'ho conosciuto tardissimo, perchè suona da secoli, solo quando l'ho visto al programma di Arbore (il guru della tv) fare le imitazioni di vari artisti.
Ieri sera ha fatto l'imitazione di Conte, ma anche Branduardi e Battiano non la scampano.
Bollani alla fine ha fatto un medley di pezzi che il pubblico ha chiesto sul momento, da Michelle a Heidi, da Pinocchio a Per Elisa... un pezzo unico con tutte queste musiche diversissime tra loro. Un genio! Ripeto, io lo adoro!




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18 giugno 2007

Sono una FUTURA INGEGNERA

Vorrei raccontare in breve la serata di ieri e spiegare il perché ho sbagliato corso di laurea.
Esco con un mio amico ingegnere, il programma è: cena. Niente di più semplice, e invece no!
Questo è quello che so fino alle 20.15, ossia quando mi chiama per dirmi che era partito per venirmi a prendere. Alle 20.16 so invece che deve lavorare (controlla gli impianti sonori dei locali) e che mi avrebbe portato in questo ristorante-discoteca dove avremo mangiato e poi lavorato.
“Tranquilla, ho già avvertito il padrone del locale… gli ho detto che sei una mia assistente così andiamo sul sicuro e ci offre la cena” (pure a scrocco siamo andati… altro che ‘ti invito una sera’).
Io mi preoccupo non poco: non so niente né di impianti, né di casse, né di decibel, né di hertz. Insomma non so un cazzo. “Tranquilla… non succederà niente!” Le ultime parole famose.
Arriviamo, mi presenta tutti i padroni del locale, tutti! Dal boss al buttafuori, alla figlia, al marito della figlia. Mio dio.
Ci sediamo a cena: mangiamo come animali di tutto e di più (il tipo è pugliese e il ristorante è argentino, un misto di formaggi e carne, anticipati tutti da una valanga di antipasti).
Dopo cena è il momento di lavorare. Il mio amico doveva risolvere un semplice (non so di cosa sto parlando eh) problema: i vicini di casa del locale (distanti 600 metri) si lamentavano del troppo chiasso della musica del posto (ieri sera facevano salsa e merengue, due coglioni che non vi dico). La soluzione era andare da questi vicini a prendere dei dati con un coso che misura i decibel e decidere come risolvere il problema. Dal linguaggio tecnico che sto usando potete immaginare quanto ne sapessi sull’argomento. Saliamo in macchina del proprietario del locale, un tipo alla mano ma allo stesso tempo aveva un che di mafioso. Davanti il mio amico e io dietro a tenere il cavalletto e la valigetta con gli attrezzi (l’unica utilità che aveva la mia presenza là). Come mette in moto la macchina, parte la radio con: “l’ORGASMO…” o mio dio “perché le irritazioni bla bla bla…”. Piegata in due dalle risate, ero sotto il sedile per non farmi sentire mentre ascoltavo Totem, il programma di Rtl102.5 e mi chiedevo dove fosse la telecamera, di sicuro ero su Scherzi a Parte.
Arriviamo a casa dei “vicini”, il bello doveva ancora arrivare. Il mio amico mi presenta a tutti come la sua assistente (Ma perché tutte a me? Perché??) e io imbarazzata come una deficiente mi limitavo a dire “piacere” e a guardare in basso. Entriamo in casa, mentre l’amico parla con termini tecnici per due ore e gli altri rispondono pure a tono (ma si erano studiati la materia questi?!?!) io sono in un angolino e guardo per terra. Cioè… neanche sgamabile eh. Non ho detto UNA parola, UNA!!! Questi che ogni tanto mi guardavano con pietà e mentre parlavano dicevano pure “non so la signorina cosa faccia, se è ingegnere, di che tipo, ecco…” cercando di tirarmi fuori dalla bocca le mie referenze. Io, come ogni persona intelligente e perspicace, invece di rispondere a tono e avere la risposta pronta, stavo zitta o al massimo sorridevo! Ma perché sorridevo??? Che figura di merda che ho fatto. Questo è successo un paio di volte. Avevano capito benissimo che io ne sapevo della materia come Nonna Papera ne sapesse di UFO. Dopo due ore che eravamo lì e il mio sguardo era assente e probabilmente svelava i miei pensieri (“che cazzo di faccio qui??” “voglio la mamma” e cose simili) il più giovane mi guarda e mi fa “La signorina ha urgente bisogno di dormire” Cosa???? Mio dio… ho fatto la figura della poveraccia! Dopo aver scherzato più volte sulla mia faccia gonfia di sonno ed avendo partorito qualche argomento a riguardo ce ne siamo andati.
Non ho detto un cazzo tutta la sera! Niente! Il tipo più giovane dal cancello del condominio ha tentato un’ultima volta di chiedermi implicitamente chi cacchio fossi: “Buona notte signorina, non so cosa faccia, magari ingegneria fisica…” eh… neanche ha voluto calcare la mano, ma io, sicura di me stessa come un topo morto, mi giro sorridendo e gli dico “No, niente fisica… sono una FUTURA INGEGNERA”!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mentre salgo in macchina sento i due vicini che si dicono “Ecco vedi, ti avevo detto io”, che ho personalmente completato con un “quella è un’infiltrata, non sa manco come si scrive ingegnere fra un po’.”Quanto ho riso poi con il mio amico.




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6 giugno 2007

Piccoli pubblicitari crescono.

Giovedì scorso sono uscita presto dal lavoro: dovevo tornare a casa, mangiare e preprarare la valiga che ovviamente faccio sempre all’ultimo. Alle 21 ero in stazione centrale, insieme ai miei oramai ex compagni di classe, pronta per la prima trasferta. Dico “prima” sperando che ce ne sia un’altra più avanti!
Saliti sul treno ci siamo impossessati con la velocità di Flash (inimicandoci subito gli altri passeggeri) delle nostre cuccette. Da quanto non viaggiavo in cuccetta! Quanti ricordi! :°)
Alle 23 stavo già ronfando! Dovete sapere che io sono la versione femminile del Nongio, quel personaggio che bazzicava nei programmi di MTV e faceva la parte del ragazzo vecchio, che non andava in discoteca, che non fumava canne, che non faceva tardi ecc. Ecco, io spesso sono la Nongia! Quindi, mentre gli altri si facevano canne e bevevano come ossessi rimanendo svegli fino alle 4, io ero distesa su quella specie di letto guardando il paesaggio e le stazioni. Vabbè, non c’è legge che dica che bisogna per forza cazzeggiare quando si va in gita no?
Alla mattina ci siamo svegliati a Salerno. Distrutti.
Una cosa ci ha fatto subito riprendere dalla nottataccia scomoda: il mare e con esso il sole.
Abbiamo fatto colazione guardando l’orizzonte, le navi, la spiaggia, il mare (VERO!) e la splendida città di Salerno.
Passeggiando verso l’ostello eravamo tutti più felici e rilassati: la giornata sarebbe stata spettacolare.
Salto la descrizione della camera nostra, non perché fosse brutta anzi l’ostello era davvero molto carino, ma perché l’abbiamo ridotta in un modo indecente (ogni giorno mi aspetto una telefonata di lamentele!). Salto anche la descrizione di Salerno, di quanto è bella, di quante cose buone ci sono da mangiare, di come la vita è splendida e non costa niente. Ci tornerò al più presto.
Passo subito alla premiazione! Sì perché a Salerno ci siamo andati per ritirare i nostri premi e le nostre menzioni speciali ottenute partecipando ad un concorso nazionale di pubblicità, ovviamente.
Eravamo al Teatro Verdi, insieme a diversi pubblicitari importanti, studenti che venivano da tutta Italia e ai nostri lavori appesi e messi in mostra. La premiazione è stata divertente, piena di grida di esaltazione e di orgoglio.
Raccolte tutte le nostre cose siamo tornati all’ostello a prepararci e infighettarci! Alla sera avevamo la cena di gala offerta dall’organizzazione che ha promosso il concorso in un hotel da paura in riva al mare! (http://www.lloydsbaiahotel.it/index.html)
Abbiamo mangiamo come maiali, quasi tutto a base di pesce, di VERO pesce, e bevuto vino bianco da far schifo. Ho riso tanto, ero felice di tutto quello che vedevo e toccavo e pensavo che da qui in avanti potrebbe andare tutto così, nel verso giusto.
Dopo la cena siamo tornati in centro: era venerdì sera e le strade erano piene di ragazzi (pieno di boni) davanti ai locali vicino al lungomare. Ma che vita fanno questi? Mio dio quanto li ho invidiati.
Bevuto un’altra cosetta giusto perché avevamo uno spaziettino siamo tornati all’ostello a dormire.
Il giorno dopo con calma ci siamo fatti le valigie, abbiamo fatto colazione di nuovo di fronte al mare e poi siamo andati in stazione. Due palle il viaggio di ritorno fino a Milano, l’unica cosa positiva è stata il cambio del treno a Napoli. Due ore per aspettare l’eurostar giusto giusto per l’ora di pranzo. Così ne abbiamo approfittato per mangiare. Cosa? La pizza!


E’ stato il week end del bere e del mangiare (e del NON cagare) in un posto da favola ma la cosa più bella in assoluto è che ce l’ha pagato tutto l’Accademia!Mhaumuahuamhumahmuahmahuumah.




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28 maggio 2007

Pubblicità!




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20 maggio 2007

L'agenzia.

In agenzia siamo in pochi, i soliti “pochi ma buoni”.

E’ quasi un appartamento allargato: ha la cucina, la sala pranzo, il bagno con il mobiletto, la mansarda e le varie stanze. Mancano i letti sì, ma ci sono dei divanetti comodissimi. Ah abbiamo pure il cane: Susina, Susy per gli amici.

Dunque, andando in ordine di competenze e importanza vado ad elencare i miei colleghi. Metto l’iniziale va, ma giuro che ho imparato tutti i nomi!

 

G. : L’amministratore delegato. Capelli rossi e mamma di Susy. E’ la più grande di tutti, ci fa un po’ da mamma ma c’ha due palle così. A me mette soggezione, non solo perché è il boss ma è la classica persona che te lo mette in quel posto mantenendo una faccia serena e sorridente.

 

R. : E’ il business development. E’ quello che va in cerca di nuovi clienti. E’ il classico 40enne tenuto bene che fa il giovane, con la sua giacchetta in pelle e gli occhiali da sole stile Top Gun, ma è simpatico e gentile. Non capisce una mazza di creatività e nonostante questo deve dire sempre la sua a riguardo smontandoti tutto.

 

B. : E’ il direttore creativo, quello che mi ha fatto il colloquio. Toscanaccio da paura, mi fa morire dalle risate. Non capisce niente di pc e di tecnologia varia e la cosa stona non poco con il suo lavoro. E’ disponibile e se deve dirti che una cosa fa cagare ti dice “Fa cagare” senza troppi preamboli e giri di parole. Poi fa una battuta per sdrammatizzare e via così.

 

L. : E’ quella che segue gli eventi. Non ho ancora capito benissimo cosa fa perché si interessa un po’ di tutto. Aspetta un bambino e gira con questa panza troppo carina per i corridoi. E’ proprio vero che le donne incinte sono dolci, mi mette una tranquillità infinita.

 

F. : E’ l’account. E’ in ufficio con me e il mio art director. Simpatico e pure caruccio mi fa morire dalle risate quando mi racconta dei modelli che si fanno fare le foto per le campagne. In questi giorni poi ha organizzato almeno tre uscite con personaggi più o meno famosi in giro tra San Donato e la Stazione Garibaldi. Un casino in quella stanza…

 

R. : E’ l’art director in coppia con B. Bellissimo ragazzo e quindi gay (dico “quindi” perché oramai funziona così!! Sigh). Mi fa scompisciare dalle risate quando prende per il culo tutti, a partire da semplici foto per arrivare ad A., suo fidanzato. Io ho capito che vado a lavoro solo perché c’è lui. R. è una delle persone più divertenti che abbia conosciuto qua a Milano da settembre.

 

P. : E’ l’altra art che lavora su in mansarda con R. e B. Persona tranquilla, anche troppo, ci parla sempre di sua nonna 94enne giustamente rincojonita. Ho notato che con me è sempre disponibile e affettuosa, è merito soprattutto suo se non mi sento un pesce fuor d’acqua là dentro.

 

M. : Aiuta F. a fare casting e foto in giro per la città. E’ la classica bella ragazza abituata a fare un po’ la femme fatale e ad avere i ragazzi attorno che l’ammirano. Ma non lo fa con presunzione, oramai penso sia una cosa standard. Intanto ‘sta disgraziata ieri sera se n’è uscita con un modello brasiliano bono da paura, ma proprio da far schifo, che aveva incontrato ad un servizio fotografico. Io e R. siamo morti dall’invidia!

 

F. : Credo abbia qualche ruolo importante di tipo amministrativo, in realtà fa da segretaria e pettegola. Come in ogni buon ufficio che si rispetti c’è quella che ama chiacchierare a tutte le ore. Però è divertente perché ci racconta pure i cavoli suoi e del suo moroso.

 

M. : E’ il mio art. Un ragazzetto tranquillo e taciturno che è uscito dalla mia stessa scuola un anno fa. Come tutti gli art che non cagano di striscio i loro copy lui non mi ascolta mai e le indicazioni che gli do le ignora. Per fortuna poi parlandone con B. mi dà retta e fa quello che gli dico.

 

C’è poco da fare… i copy vinceranno!!




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13 maggio 2007

Con il vino tutto passa

E’ inutile dire che in questi tre giorni mi sono data all’alcol. Ho iniziato a bere venerdì e ho smesso solo venti minuti fa. Anzi no! Adesso che arrivano i miei coinquilini faccio l’ultimo brindisi in mio onore e poi tutti a nanna felici: mi rimangono poche ore prima di chiudere con la mia carriera di studentessa.
Week end passato con gli amici di scuola per lo più e proprio a scuola perdinci. Grazie ad un’iniziativa organizzata dall’Accademia anche sabato e domenica ci siamo ritrovati in quel cortile a giocare a ping pong e calcio balilla (è dura la vita di un creativo, ma era festa per tutti). Stasera poi c’erano dei ragazzi che suonavano e cantavano, davvero carina come cosa (poi siamo andati alle Colonne a strafogarci con l’happy hour).
Insomma un fine settimana all’insegna del Nulla prima della fatidica chiamata di domani mattina “Angela… ti aspettiamo in agenzia fra un’ora” “Ok, a dopo” che tradotto vuol dire: “Merdamerdamerdamerdamerdamerdamerdamerda”.
Se martedì leggerete sui giornali “Giovane stagista fa saltare in aria un palazzo”, potrete vantarvi di conoscermi. Io probabilmente sarò già in volo verso un’isola sperduta dove non mi conosce nessuno e dove in teoria potrei rifarmi una vita. In teoria.




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11 maggio 2007

Una studentessa in meno. Piccole donne (??) crescono e io entro nel mondo del lavoro.

Ma scusate, non avete ancora capito chi avete davanti? Oddio davanti…vabbè.

Certo che mi hanno presa!!!!!!!!!!!!!! Lunedì inizio, mi cago addosso il doppio!!

 

In teoria dovevo iniziare mercoledì o giovedì ma il tipo (il direttore creativo) mi vuole lì lunedì per parlarmi di una gara. Forse non ve ne fregherà niente e forse la parola “gara” in ambito pubblicitario dirà poco a molti di voi però è una cosa importante assai, per prendere un cliente nuovo. Vuole che lavori già da lunedì. Oddio “lavorare” è una parola  grossa visto che noi poveri stagisti veniamo bistrattati, usati, prosciugati e sbattuti fuori quando gira! Ma sono felice.

 

Stasera mi ubriaco. Se vedete una ragazza in giro nei pressi di Cinque Giornate salutatemi pure!!

 

Uaz uaz.

Ah... se passate da casa vi offro un bicchiere di vino!




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7 maggio 2007

Data - da definire- lì Milano

Ai Sigg. condomini tutti.

 

Via xxxxxx

 

Oggetto: Assemblea di condominio persa.

 

 

Con la presente volevamo informare i nostri condomini di alcune circostanze sgradevoli accadute all’interno del nostro amato palazzo.

Purtroppo non siamo riusciti a partecipare all’assemblea di condominio tenutasi recentemente, ma lo studio e il lavoro non ci danno molto spazio a qualsiasi altro tipo di attività.

In primo luogo volevamo sottolineare che i coniugi B., che vivono sopra di noi, fanno rumori molesti alle tre del mattino. Non solo passi pesanti ma anche rumori di qualcosa che scorre e rotola, come fosse un triciclo, si sentono ininterrottamente tutte le sere fino a tardi.

Sempre i coniugi B. ci hanno dato il buongiorno qualche tempo fa rovesciando del vino sui nostri panni appena lavati e stesi fuori ad asciugare. Noi però, che sorvoliamo su certe cose, abbiamo sorriso e chiuso l’argomento all’istante, andando a rifare completamente la lavatrice. Notando però la precisione e la pignoleria dei condomini, riteniamo corretto sottolineare anche questo.

Un altro avvenimento, paragonabile alla puntata più brutta di X-files (chissà quanti coglieranno il riferimento culturale), è accaduto proprio sul nostro pianerottolo alcune settimane fa. Aprendo la porta ci siamo ritrovati davanti un sacchetto di immondizia abbandonato al suo destino, solo al freddo e al gelo. Per i più curiosi e detective della palazzina che si divertono a scoprire chi ha fatto che cosa, vi informiamo che nel sacchetto c’erano scatole di cibo per gatti. Parte la caccia al malato di mente. Noi intanto teniamo buoni rapporti con la neuro e qualche associazione per il sostegno di malati mentali. Ci chiediamo com’è che la gente non abbia niente di meglio da fare.

Ci sentiamo inoltre perseguitati ogni volta che usciamo a buttare l’immondizia giù in cortile: mille occhi puntati addosso di gente appostata dietro le finestre e le tendine. Perché la gente qua si apposta sul serio: più volte ci hanno fermato ancora sulla soglia della porta.

Continuando il discorso sull’immondizia, che sembra il fulcro e l’argomento più importante della vita di molti qua dentro, volevamo sapere con che criterio scientifico si capisce di chi siano i sacchetti della spazzatura buttati. Se un criterio esiste, e vi preghiamo di farcelo sapere al più presto, noterebbero tutti che i nostri sono pieni di mozziconi di sigaretta. Non buttiamo niente dal nostro balcone, su questo i coniugi F. (che abitano sotto di noi, ndr) dovrebbero dormire sonni tranquilli.

Che sia colpa dei signori che abitano sopra di noi? Quelli del vino, dei rumori e forse pure del gatto?

 

 

Disponibili per qualsiasi chiarimento, vi porgiamo i nostri più distinti saluti.

 

 

Silvia G. ………….…….…...

Adriano L. ……….……………

Angela M. ….……….….……..

Roberta Q. .……………………




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6 maggio 2007

Si tu no vuelves

Premettendo che Miguel Bosè mi sta simpatico, soprattutto da quando ha condotto Operazione Trionfo (programma tremendo che aveva l’ambito compito di trovare il nuovo talento canterino – inutile dire che non s’è più visto nessuno), con le sue frasi storiche come “mucha mierda” e le sue gaffes dovute all’incompetenza da presentatore. Beh, le risate che ci facevamo durante il primo anno di università il giorno dopo il programma (ancora di più il giorno dopo i Gialappi) me lo hanno fatto amare alla follia. Poi, diciamocelo pure, è anche bono.

                

 

Solo che sta campando da trent’anni con una canzone (“Se tu non torni”), bella quanto vuoi, ma ha rotto gli zebedei. Ora la RI-canta in spagnolo, con la star del momento (quella zingara pettinata di Shakira) ma sono sicura che arriverà il momento in cui la canterà in russo, in polacco, in giapponese e anche in ladino. Diamogli altri trent’anni e vedrete.




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5 maggio 2007

Terza PUNTANATA




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5 maggio 2007

Ecco la seconda PUNTANATA della Polla




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30 settembre 2006

Foto




Chissà perchè ogni volta che faccio vedere questa foto, mi fanno sempre tutti la solita battuta!!!




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30 settembre 2006

Profili in chat 2

Ho cercato un po’ di profili femminili degni di nota ma la ricerca non è stata semplice. Prima di tutto perché sono pesantissimi: tra sfondi, immagini, cursori a forma di cuoricini (mio dio!) e cagate varie, perdo la voglia di leggere quelle cose che hanno scritto. Secondo, molte sono citazioni del menga e pochissime si presentano direttamente con una riga o due (tante altre scrivono dei poemi e le lascio perdere). Ecco un po’ di profili:
 

Si può abitare il mondo senza capirlo basta ricavarne un pò di cibo, di carezze, di amore
 

Ecco, un esempio per tutti, di come si possa scrivere una fesseria in una riga. Adesso se qualcuno mi trova il senso di questa frase gli offro una birra. Questa voleva fare la fatalona intellettuale. 
 

Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi...
 

Qua gli uomini sono già tutti scappati dopo aver letto “ho bisogno”. Hanno cambiato profilo in un nanosecondo.
 

sto organizzando una vacanza in Giamaica. Consigli??
 

Rimanici!
 

felice di vivere una vita viva
 

Questa fa sempre parte del gruppetto “uniti per il carpe diem”. Nelle quattro parole che ha usato, tre appartengono allo stesso ambito semantico della “vita”, probabilmente le ha scritte per formare una simpatica consonanza con la lettera v. Anzi ne sono sicura.
 

Pazzarella, testarda come un "mulo", un "disastro" in tutto, un "terremoto" umano. Se triste o arrabbiata si chiude nei suoi silenzi. Settembre 2006 premio Nobel per la falsità.
P.S. Non rispondo ai vostri. msg., inutile riempirmi la posta di msg. e di insulti, non me la sto a "tirare", rispondo solo ad una persona....grazie!
 

Secondo me questa è un po’ “rinco” e anche un po’ “forzatamente” simpatica. “Ma” non vorrei “sbagliarmi”, “potrebbe” anche essere “una” tipa che non “sa” solamente utilizzare le “virgolette”
 

uno spirito libero, che puoi fermare giusto per il tempo di un respiro..
 

Mi si è aperto uno stargate in camera dopo aver letto questa cosa. Sono in contatto con l’al di là.




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29 settembre 2006

Profili in chat

Se c’è una cosa che mi piace fare quando navigo in internet è andare a spiare i vari profili che popolano le community. Non c’è niente di più divertente, trovare delle persone che in una frase (o anche mille, ma tanto non le leggerò mai) descrivono se stesse con la voglia di rendersi interessanti e attirare l’attenzione dell’altro sesso.
Qualcuna è spassosissima, c’è davvero molta gente simpatica che gironzola per il web; altre invece sono di una tristezza infinita. In pochi minuti di ricerca, giusto per argomentare meglio la mia tesi, ne ho trovate cinque degne di essere menzionate:
 

E' innegabile dire che mi piace tutto ciò che è velato da un orlo di mistero. Le cose esplicite non sono sempre le migliori.
 

Ma che cappero vuol dire che ti piace il mistero? Le cose esplicite non sono le migliori? Ma che ti sei bevuto? Cavolo quanto non sopporto quelli che vogliono fare gli intriganti a tutti i costi. E chissà quante tipe abboccano per ‘sta roba qua!
 

Al momento non voglio lasciare nessun profilo ragazzi ciaoooooo a tutti voi
 

Meno male va, chissà che cagata avresti scritto.
 

La vita è tutto un equilibrio sopra la follia........Domani sarà tardi per rimpiangere la realtà.........E' MEGLIO VIVERLA!!!!!
 

O mio dio, questo è uno del Carpe Diem. Vive la vita giorno per giorno immagino, che stronzata immane. Questo ha scritto una frase fatta, di quelle che si trovano nei manuali delle banalità, e un finale penoso. Me lo immagino sul divano a ruttare mentre guarda una partita di calcio.
 

Chi sono, chi vorrei essere, cosa cerco: scopriamolo insieme
 

Marzullo. Questo non sa nemmeno perché sta al mondo, poraccio. Ma chi è che vuole fare beneficenza e aiutarti a capire chi sei e cosa vuoi? 
 

ciao! non so neppure io cosa cerco! amicizia prima di tutto ! e forse l'amore ma in questo o dei dubbi!
 

Hai anche dei dubbi su come si coniuga il verbo Avere mi sa. Ma come fa una donna a fermarsi e attaccare bottone dopo che ha letto questa cosa qua? A me viene la pellagra a leggere certe cose.




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25 settembre 2006

L'Isola o la palafitta, this is the question

Sto guardando davvero poca televisione ultimamente e la cosa mi dispiace perché il palinsesto televisivo finalmente ha messo la quarta dopo la noia mortale dell’estate.
Sono pronta a vedermi la terza stagione di Lost, direttamente dall’America grazie al Mulo (!) che mi trova tutto, sottotitoli compresi, nel giro di due giorni. Quanto me piasce internet quando me trova tutto ao!
Oggi, mentre facevo la babysitter e la Giulia si leggeva da sola i libretti (che brava che sono!) ho acceso un attimo la tv e mi sono vista il riassuntone settimanale dell’Isola.
Premettendo che non ho seguito molto, anzi pochissimo fino adesso (ma come dice la mia amica Martina all’inizio è sempre noioso, è verso la fine che si scannano), mi sovvengono alcune considerazioni e domande:
-         deve uscire Raoul, perché lo trovo più fiappo di Aceto che rompe i cocotes tutto il giorno. Vuoi mettere? E’ più interessante il secondo, no?
-         Raffaello Balzo è gay, si vede lontano un miglio
-         Domiziana ha veramente qualche problema di megalomania, speriamo rimanga il più possibile!!!
-         Luca Calvani poteva scegliersi una foto migliore di questa??

                                               

-    
La palafitta a che serve?? Cosa ci fa Dan Harrow là sopra e soprattutto perché fa yoga con il perizoma nero?




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23 settembre 2006

Consiglio

Voglio fare un appello a tutti quei ragazzi che si sono iscritti all’università quest’anno o che lo faranno nei prossimi anni: non lo fate!!! Tornate indietro, siete ancora in tempo!
Nessuno si rende conto che, dopo aver sostenuto un fottio di esami, c’è la prova del nove: l’impaginazione della tesi. Uno crede di aver finito tutto, di essersi liberato dell’università, di avere la laurea in mano e invece no! Prima deve impaginare la tesi, poi discuterla (ma questo è il minimo).
Ma quante cappero di regole ci sono per mettere a posto un testo semplice semplice?? Quante? Se poi è sfigato come la sottoscritta e ci deve mettere pure delle immagini è la morte! Modifichi una cosa e ti sconfinfera tutto il resto, rimetti tutto a posto e l’errore di prima rimane e così via all’infinito.
Uno diventa scemo eh. Qua ci vuole una vacanza dopo ‘sto lavoro immondo.
          




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22 settembre 2006

La Panicucci è una pupa (!)

Ieri sera è avvenuta una cosa “sconvolgente a tratti allucinante”.
Ero a casa (da sola) e mi stavo facendo da mangiare (alle 22, uff) quando ho acceso la televisione! La cosa sconvolgente non è stata tanto quella di accendere quel carcassone che avrà si e no quarant’anni, ma quello che c’ho visto dentro, ovviamente.
Su Rai 1 c’era Miss Italia che, nonostante apprezzi per il solo fatto che è una colonna portante del palinsesto televisivo (assieme a Sanremo che adoro), ho glissato e fatto zapping per un bel po’ mentre la carne si cucinava. Sono finita su La Pupa e Il Secchione.
Mio dio.
Premetto che le cose trash mi piacciono, mi fanno divertire come una matta. Ma c’è schifo e schifo eh!! L’Isola dei Famosi è un programma senza troppi ghirigori, senza nessuna pretesa di insegnare niente a nessuno, c’è solo un’idea (geniale) che ci sta sotto e morta là. Dopo tutto bisogna anche imparare a capire che la televisione d’oggi non vuole educare nessuno, oramai è finita l’epoca in cui si insegnava agli analfabeti a scrivere. Ora la televisione è fatta anche di cose neutre (come l’Isola), poi ci sono le cose buone (come Super Quark, Ballarò, i programmi della Dandini, e tante altre cose) e infine le cagate paurose.
Una di queste è proprio il nuovo programma della Panicucci.
Mentre stavo mangiando si stava svolgendo una prova per le pupe. Mi viene da ridere mentre scrivo “prova”.
Lezione di inglese:
Panicucci: “traducimi questa frase: il cane è nero”
Pupa: “ the dog…mmm...is.....black”
Boato pauroso in studio, tutti che applaudono e la Panicucci (ho mai detto che non la sopporto? E’ inutile al mondo) le fa i complimenti per aver superato questa prova galattica. Come trattare da deficiente e ignorante una persona, se poi si aggiunge il fatto che la pupa in questione si sente orgogliosa e soddisfatta del suo “dog is black” mentre tutti la applaudono allora c’è qualche cosa di preoccupante sotto. Alimentiamo lo stereotipo della bona ma stupida.
I secchioni, neanche a dirlo, sono dei cessi paurosi e vengono continuamente presi in giro da tutti. Derisi e sfottuti anche da Enrico Papi, spalla di quell’altra, che in quanto a intelligenza non la manda a dire a nessuno eh!!!!!
Mi è capitato anche di vedere qualche striscia pomeridiana: la pupa stupita e con faccia per niente convinta mentre chiedeva al secchione “l’Abruzzo sta in Italia? Mmm” Oppure come mi ha raccontato Gere, l’amico mio, nel riconoscere i personaggi famosi dalle foto la pupa se n’è uscita con “sì sì, lo conosco, è Totò”, quando era Chaplin e così via.
Ecco, la morale di tutto questo è che non solo esistono programmi trash (qualcuno fantastico!) ma esistono anche programmi cattivi. Questo è un programma pericoloso perché mette in testa stereotipi e pregiudizi stupidi e maligni oltre ad essere fatto in modo pietoso, disorganizzato come pochi. Un conto sono dodici poveracci che devono andare sull’Isola per farsi vedere (o rivedere dopo tanto tempo) e si insultano tra di loro (quanto me piasce!), un conto è giocare sulle debolezze della gente e prenderla in giro davanti al mondo (oddio, spero tanto che il programma sia seguito pochissimo così col cavolo che lo mandano l’anno prossimo).
Così ho ripiegato su Miss Italia che ieri sera mi è sembrato più bello che mai.




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15 settembre 2006

Ho deciso: mi faccio suora

Ho capito cosa voglio fare da grande, al diavolo l’ambiente pubblicitario, io devo diventare una suora (forse posso conciliare le due cose??!)
Mercoledì ero sull’intercity diretta a Milano e il treno era pieno di gente: c’era il mondo! Non mi ricordo tutta questa gente da quando, masochista come pochi, mi facevo Padova-Lecce in treno in agosto: la morte civile.
Mercoledì c’era di tutto, dalle famiglie piene di bambini che urlavano, agli uomini d’affari sempre al telefono, alle americane che sghignazzavano quando sentivano l’omino dell’altoparlante parlare nel suo inglese disastroso, alle vecchie che attaccavano bottone e mettevano a posto i sedili degli altri (oh ‘ste vecchie sempre a far qualcosa eh) e le suore! Ne avrò viste un fottio, forse c’era una trasferta…
Un paio di loro si sono messe a chiacchierare proprio davanti al mio scompartimento e quindi, senza volerlo, mi sono sentita tutti i discorsi di queste due donne che non si erano mai viste prima e riassumevano in poche parole le loro vite. Ammazza oh se si tengono bene! Si sono girate il mondo: Brasile, India, Africa, Italia (erano tutte e due straniere), Spagna, centro America ecc.. Per carità, non andranno mica a prendere il sole in bikini sulle spiagge ma di certo non andranno a svuotare le miniere di carbone. Una se ne stava andando a Genova, l’altra dopo Torino, per alcuni ritrovi tra suore. Mi immagino già le festone, ma poi chi le paga?? No perché una insegna ai bambini e col cavolo che si può permettere tutti quei viaggi all’estero!
Io domani vado ad informarmi, magari mi porto un rosario al collo che fa tanto brava ragazza credente. Ma dopo tutto anche nel loro ambiente ci sono le ipocrisie e le schifezze, che sarà mai una in più che entra là dentro senza crederci minimamente? Magari mi porto il cd dei Garbage! E poi basta con sti vestiti neri e bianchi, sono tristi! Diamoci un po’ di colore, ora che arriva l’autunno le vesto di arancione, ho deciso.




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9 settembre 2006

C.S.I. Padova

Dopo Las Vegas, dopo Miami, dopo New York, arriva C.S.I. Padova! Stiamo già registrando le puntate, in televisione partirà il tutto da ottobre, su satellite ovviamente perché ce la tiriamo un po’.
Il primo episodio, neanche a dirlo, è ambientato in casa mia visto che è successa una cosa inspiegabile di cui ancora oggi non sappiamo dare una soluzione.
 

Tutto è iniziato la settimana scorsa quando ricevo un messaggio da mia sorella mentre ero da Giulia a fare la babysitter:
“l’hai messa tu quella bottiglia in cucina?”
“no, quale bottiglia?!”
“è comparsa una bottiglia piena di cacca in cucina, nemmeno papà ne sa niente, questa cosa è inquietante”
 

Torno a casa dopo tre ore e vado a vedere questa bottiglia che nel frattempo era stata messa da mia madre in giardino, sia mai che ci sia del veleno dentro.
La prendo e la guardo con attenzione, mi sono dimenticata di fare una foto, ma l’immagine che avevo davanti era più o meno così:

                                                   


Dentro c’era come della pappetta marrone che dava adito a poche interpretazioni, anzi direi solo una. Stappo la bottiglia d’acqua che la sera prima avevamo bevuto e annuso.
 

“ma questo è tea”
“è tea??”
“ma sì, ma non l’avete annusato?”
“no”
 

Passa il pomeriggio, io non so dov’ero. La bottiglia, assieme a mia madre, torna nel supermercato e parla con il direttore (mia madre, non la bottiglia). Passaggio di consegna in cui si dialoga sulle possibilità che sia entrato qualcosa di strano prima o dopo la vendita e ognuno torna a casa sua.
 

La bottiglia arriva alla Scientifica!! Già mi immagino il laboratorio smarso pieno di ampolle con liquidi fosforescenti che fumano, e rido.
 

Oggi, dopo una settimana, chiama non so chi del laboratorio che ci dice che quella sostanza misteriosamente scomparsa nella bottiglia è tisana.
 

Ora, tralasciando il fatto che in casa mia non si beve e non si è mai bevuto tisana, chi cappero ce l’ha messa di notte nella bottiglia?




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4 settembre 2006

Il rondò

Una delle più grandi cacchiate che ha fatto la Comunità Europea è stata quella, negli ultimi anni, di finanziare alcune opere di urbanizzazione. Sto parlando delle rotonde!!!! 
 

Parentesi che aiuta a capire quanto sono scema

 
Giorgio: Devi andare sempre dritto poi al rondò giri a destra
Io: Non mi parlare in dialetto veneto che non lo sopporto
Giorgio: ???
Io: Dimmi “rotonda”, non “rondò”
Giorgio: “rondò” è francese
Io:
 

Beh insomma, qua spuntano rotonde da tutte le parti: qualsiasi incrocio, anche se in una stradina piccolissima, ha il suo rondò, ovviamente di diametro quasi nullo.
Ma cosa cappero ce ne facciamo? Nessuno ha capito come funziona il semaforo, c’è chi fa confusione tra il rosso e verde a quanto pare, figuriamoci dare la precedenza in una rotonda! Non c’è un’anima che sia in grado di capire come deve comportarsi, tutti che si buttano o, peggio, si fermano in mezzo, fra poco parcheggiano. Che poi, per complicare la vita a tutti, ci sono gli incroci con due rotonde! E’ un suicidio passare là in mezzo, ti butti  sperando che l’altro t’abbia visto!
Un’altra cosa che non capisco è la forma delle rotonde, come minimo devono essere circolari, no?
Beh, vicino a casa mia c’è questa cosa qua:


              



            

Questo non è un rondò, questo è un fagiolo!




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30 agosto 2006

La mia seconda teoria

La prima era quella dell’inutilità dei capelli, che è meglio per tutti essere calvi ecc.
La seconda stronzata che mi è venuta in mente riguarda i cantautori italiani.
Ho sentito con molta attenzione (?!) la canzone di Nek (è un cantautore poi? Boh…) e ne ho dedotto una banalissima teoria che molti avranno pensato dopo aver ascoltato uno dei suoi testi.
Secondo me a casa, sul suo pc, Nek ha il Programma delle Rime! Una specie di database che ti cerca tutte le rime che puoi fare una volta inserita una parola. Già mi vedo lui davanti a un foglio Word: mentre io ho l’opzione dei sinonimi, lui ha quello delle rime. Se ci pensate è geniale, poi lui ci campa da vent’anni in questo modo.
Ci sarà senz’altro il Programma delle Rime a questo mondo no?
Come lavorerà dunque Nek? Facile! Lui inserisce la prima frase che gli viene in mente (una probabilmente avanzata dalla canzone precedente) del tipo “io voglio solo te” e, trovandosi nell’imbarazzante problema della rima con “te”, fa partire il software che gli cerca tutte le cose possibili immaginabili. Inutile dire che dopo mezz’ora di accurata ricerca sceglierà la più sofisticata come “me” oppure “c’è” oppure ancora “perché”.
Nell’ultima canzone ha dato il massimo del suo talento con le rime “attese”, “difese”, “arrese” oppure “qui”, “così”, “sì” che rendono ancora meglio l’idea di come lavori un professionista del mestiere.
Ora, Nek non mi è nemmeno antipatico. Il fatto che sia conosciuto all’estero anzi me lo rende quasi simpatico, uno dei pochi che si è fatto strada fuori dall’Italia (con le rispettive rime spagnole “aquí”, “así”, “mí”) però proprio non lo riesco ad ascoltare!




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21 agosto 2006

Vi presento i miei

Avete presente il telefilm che mandano in onda sul tardi su Italia uno? Si chiama proprio “Ti presento i miei” ed è la storia surreale e folle di questa famiglia americana. Ve lo consiglio perché fa ammazzare dalle risate, non c’è una persona equilibrata là dentro neanche a pagarla oro.
Ogni tanto mi sembra di vivere in casa loro, soprattutto quando siamo in partenza per le vacanze diventiamo tutti matti.
Io che mi vesto con i vestiti di “scorta” per non sporcare quelli che mi porterò dietro fino a  sembrare una zingara; mia sorella che corre a destra e a manca per le ultime cose da programmare/fare/comprare/dire e testamento. Mio padre è indifferente, tanto la valigia la fa sempre un’ora prima di partire; mia madre impazzisce.
Quest’anno ha dato il meglio di sé quando, poco prima di partire, si è rotto il ferro da stiro (capite bene la gravità del caso, oggetto fondamentale prima di partire per un viaggio).
Scendo in cucina è mi si presenta di fronte questa scena:

                                

 

Io: Mamma…
Lei: Si?
Io: Cosa ci fa il ferro da stiro sulla piastra?
Lei: Lo sto aggiustando
Io: ?!?!?!
Cinque minuti di apnea
Io: Come lo stai aggiustando?
Lei: Sì perché è entrata acqua




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20 agosto 2006

L'ora di ginnastica

Ogni volta che scendo a Lecce ho il terrore di prendere chili su chili che con difficoltà immonde smaltisco nel corso dell’anno. Funziona sempre così: i chili presi a luglio e agosto li perdo nel corso di dieci mesi per poi riprenderli di nuovo e così via. E’ un cerchio senza fine. Il ciclo della vita (o del mio peso??). Quest’anno però ho fatto la brava e sono stata attenta. Frutta al mare a pranzo e cena desfo alla sera (cavolo si mangia bene giù e io non voglio certo fare la modella e poi avevo una voglia spasmodica di pesce! Gnam gnam).
Ma il vero trucco della vacanza, quello che mi ha permesso di stare in forma (smagliante) è stata quella che io e mia sorella abbiamo definito l’Ora Fitness!
Comprate le racchette alla prima bancarella in riva al mare da un ragazzo gentilissimo che ci ha pure regalato una pallina in più, ci siamo date al “torneo di racchettoni” in riva al mare.
Oltre ad abbronzarci con discreta velocità (perché sì sa che in acqua si piglia più in fretta il sole), ci siamo tenute in forma: non nego di aver avuto il fiatone mentre giocavo e di sentire male ai glutei la mattina seguente. Di questo mi aiutava molto mia sorella, completamente negata in suddetto gioco, che mi lanciava le palline a campi e io, leggiadra e atletica come non mai, mi tuffavo a recuperarle al volo e gliele rilanciavo sotto al naso.
 

Io: Sorella
Lei: Dimmi
Io: Ma lo sai almeno come si gioca a racchettoni? (dopo due ore che facevo la raccattapalle)

Lei:
Io: No dico, le palline oltre a prenderle le devi lanciare verso di me, lo sai no?

 

Beh, dopo tutte quelle partitozze in acqua, sotto agli occhi ammirati (o divertiti) dei bagnanti, ci siamo fatte un sacco di risate portando a casa un bel gruzzoletto di palleggi: 57. No dico, 57!!! Gli ultimi fatti nella completa spisciata perché incredule di cotanta bravura.
Ogni tanto ci inceppavamo perché passava uno strabonazzo al nostro fianco. Mio dio cosa c’è giù nel salento! Sti moraccioni con gli occhi chiari… devo scendere più spesso!




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20 luglio 2006

Domanda

RIUSCIRÒ MAI A LAUREARMI E ANDARMENE VIA DA QUESTA CITTÀ?

 

PS Nella foto non sono io.

PPS E’ incredibile come lavori Google. Metti “vaffanculo” è ti fa vedere tutti i politici di questo mondo.




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10 luglio 2006

Io non amo il calcio ma...

Volevo solo dire due cosette dopo i festeggiamenti di ieri. Festeggiamenti consumati in piazza, tra migliaia di giovani che urlavano e si abbracciavano per la gioia e per l’orgoglio di essere italiani. Bonazzi mezzi nudi tutti sudati e sporchi che trasudavano virilità da tutti i pori, ormoni a destra e a manca che non c’abbiamo lasciato. Ieri sera ho visto di tutto!

Beh volevo solo dire una cosa, mi ritengo una persona sportiva e con una certa dignità quindi:
 

Vaffanculo a Napoleone, il Moulin Rouge, Platini, a la baguette, gli Champs-Elysèes, la Bastiglia, Manet, Monet, quel frocio di Ribaud, il gobbo di Notre Dame, la Novelle cousine, Alan Delon, il Roland Garros, Saint Vincent, Saint Tropez, Rien ne va plus, les jeux sont faits, je suis Caterine Deneuve!

E ora ridateci la Gioconda!




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4 luglio 2006

"The mocio", coming soon

I miei sono via da giovedì, torneranno mercoledì sera mi sembra di aver capito.
In questi giorni non ho fatto niente di intellettualmente edificante, il cervello l’ho staccato quasi del tutto. Mi sono goduta la Notte Bianca, ho ascoltato un bellissimo concerto di Max Gazzè e Marina Rei in Prato della Valle e mi sono ‘mbriagata con un solo bicchiere di aperitivo.
Ho studiacchiato, ho fatto la spesa, ho cucinato, ho guardato la tv, ho ascoltato tanta musica, ho invitato gli amici e ho dormito, ho dormito e dormito. Avevo un mese di sonno arretrato che ho pazientemente e con cura recuperato. Mi sono dedicata all’ozio (ozio che comunque cesserà d’esistere a partire da giovedì mattina c.s.- corrente settimana).
Il bello nello stare da soli è che fai quello che vuoi quando vuoi, ma questo lo si sa da sempre. Il brutto è che non hai nessuno con cui parlare. Oggi ho avuto una piacevole discussione con il mocio mentre lavavo il bagno e tentavo di rimediare al disastro acquatico (detto anche tzunami) che avevo provocato qualche minuto prima con il lavandino. L’altro giorno invece ho litigato con il rubinetto della cucina che perde: deve avere qualche guarnizione rotta e così, ogni volta che lavo i piatti, mi lavo io stessa. Ma l’ultima volta gliene ho suonate di santa ragione, ora perde più di prima. Firù firulà.
Sì insomma, a stare troppo da soli si impazzisce, dopotutto l’uomo è un essere sociale (non sempre socievole). Hanno fatto un esperimento tempo fa riguardo a questo: avevano messo un uomo in una piscina là a galleggiare stile morto, senza luce, senza nessun tipo di rumore o contatto con l’esterno. Dopo qualche ora si è visto che l’attività cerebrale stava diminuendo vertiginosamente. Ecco io domani mi vedo così: nella mia vasca da bagno, con il mocio che mi picchia e il rubinetto della cucina che sghignazza, non è proprio la stessa cosa lo so.
Per fortuna non sarà così: ho già organizzato la serata e la giornata di domani. Stasera si cazzeggia!




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