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Ciao Giamp

Avevo promesso di copiarvi la lettera che avevo scritto ai condomini (e che comunque non ho mai messo nelle loro caselle di posta) per far loro notare alcune cose del palazzo. Pensavo di avercela nella chiavetta e invece mi sa che ce l’ho nel mac a scuola. Lo farò prossimamente.

 

Il primo post che voglio scrivere, ora che anche a Milano ho la connessione e finalmente riprenderò a curare questo mio spazio, lo voglio dedicare a Giampiero.

 

Giampiero è stato mio compagno di classe per cinque anni, al liceo scientifico Ippolito Nievo di Padova.

Giampiero era una delle poche persone simpatiche di classe mia.

Giampiero mi imitava la camminata da rapper strascicata e tutta storta che mi faceva morire dalle risate.

Giampiero non guidava una macchina, guidava un salotto, una di quelle vecchie Volvo con le poltrone all’interno.

Giampiero era silenzioso e stava un po’ sulle sue.

Giampiero era mezzo americano e durante le ore di inglese lo prendevamo in giro per la sua parlata strana e incomprensibile.

Giampiero era un po’ trasandato, metteva le magliette nere al contrario.

Giampiero era un ragazzo buono.

 

Ci siamo trovati tutti insieme, parlo degli ex compagni di classe, di nuovo davanti ad una chiesa dopo quattro anni, di nuovo per un funerale. Strana coincidenza l’aver riallacciato i rapporti una settimana prima della telefonata, dei dubbi, dei sensi di colpa, dei silenzi.

 

Mi dispiace averlo perso di vista negli ultimi tempi, di non essergli stata vicina quando lo ha mollato la ragazza, di non aver saputo della sua depressione, di non potergli chiedere ancora di farmi la camminata da rapper.

Ciao Giamp

Pubblicato il 5/5/2007 alle 14.35 nella rubrica Riflessioni.

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