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L'agenzia.

In agenzia siamo in pochi, i soliti “pochi ma buoni”.

E’ quasi un appartamento allargato: ha la cucina, la sala pranzo, il bagno con il mobiletto, la mansarda e le varie stanze. Mancano i letti sì, ma ci sono dei divanetti comodissimi. Ah abbiamo pure il cane: Susina, Susy per gli amici.

Dunque, andando in ordine di competenze e importanza vado ad elencare i miei colleghi. Metto l’iniziale va, ma giuro che ho imparato tutti i nomi!

 

G. : L’amministratore delegato. Capelli rossi e mamma di Susy. E’ la più grande di tutti, ci fa un po’ da mamma ma c’ha due palle così. A me mette soggezione, non solo perché è il boss ma è la classica persona che te lo mette in quel posto mantenendo una faccia serena e sorridente.

 

R. : E’ il business development. E’ quello che va in cerca di nuovi clienti. E’ il classico 40enne tenuto bene che fa il giovane, con la sua giacchetta in pelle e gli occhiali da sole stile Top Gun, ma è simpatico e gentile. Non capisce una mazza di creatività e nonostante questo deve dire sempre la sua a riguardo smontandoti tutto.

 

B. : E’ il direttore creativo, quello che mi ha fatto il colloquio. Toscanaccio da paura, mi fa morire dalle risate. Non capisce niente di pc e di tecnologia varia e la cosa stona non poco con il suo lavoro. E’ disponibile e se deve dirti che una cosa fa cagare ti dice “Fa cagare” senza troppi preamboli e giri di parole. Poi fa una battuta per sdrammatizzare e via così.

 

L. : E’ quella che segue gli eventi. Non ho ancora capito benissimo cosa fa perché si interessa un po’ di tutto. Aspetta un bambino e gira con questa panza troppo carina per i corridoi. E’ proprio vero che le donne incinte sono dolci, mi mette una tranquillità infinita.

 

F. : E’ l’account. E’ in ufficio con me e il mio art director. Simpatico e pure caruccio mi fa morire dalle risate quando mi racconta dei modelli che si fanno fare le foto per le campagne. In questi giorni poi ha organizzato almeno tre uscite con personaggi più o meno famosi in giro tra San Donato e la Stazione Garibaldi. Un casino in quella stanza…

 

R. : E’ l’art director in coppia con B. Bellissimo ragazzo e quindi gay (dico “quindi” perché oramai funziona così!! Sigh). Mi fa scompisciare dalle risate quando prende per il culo tutti, a partire da semplici foto per arrivare ad A., suo fidanzato. Io ho capito che vado a lavoro solo perché c’è lui. R. è una delle persone più divertenti che abbia conosciuto qua a Milano da settembre.

 

P. : E’ l’altra art che lavora su in mansarda con R. e B. Persona tranquilla, anche troppo, ci parla sempre di sua nonna 94enne giustamente rincojonita. Ho notato che con me è sempre disponibile e affettuosa, è merito soprattutto suo se non mi sento un pesce fuor d’acqua là dentro.

 

M. : Aiuta F. a fare casting e foto in giro per la città. E’ la classica bella ragazza abituata a fare un po’ la femme fatale e ad avere i ragazzi attorno che l’ammirano. Ma non lo fa con presunzione, oramai penso sia una cosa standard. Intanto ‘sta disgraziata ieri sera se n’è uscita con un modello brasiliano bono da paura, ma proprio da far schifo, che aveva incontrato ad un servizio fotografico. Io e R. siamo morti dall’invidia!

 

F. : Credo abbia qualche ruolo importante di tipo amministrativo, in realtà fa da segretaria e pettegola. Come in ogni buon ufficio che si rispetti c’è quella che ama chiacchierare a tutte le ore. Però è divertente perché ci racconta pure i cavoli suoi e del suo moroso.

 

M. : E’ il mio art. Un ragazzetto tranquillo e taciturno che è uscito dalla mia stessa scuola un anno fa. Come tutti gli art che non cagano di striscio i loro copy lui non mi ascolta mai e le indicazioni che gli do le ignora. Per fortuna poi parlandone con B. mi dà retta e fa quello che gli dico.

 

C’è poco da fare… i copy vinceranno!!

Pubblicato il 20/5/2007 alle 17.19 nella rubrica Cazzeggio.

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