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Sono una FUTURA INGEGNERA

Vorrei raccontare in breve la serata di ieri e spiegare il perché ho sbagliato corso di laurea.
Esco con un mio amico ingegnere, il programma è: cena. Niente di più semplice, e invece no!
Questo è quello che so fino alle 20.15, ossia quando mi chiama per dirmi che era partito per venirmi a prendere. Alle 20.16 so invece che deve lavorare (controlla gli impianti sonori dei locali) e che mi avrebbe portato in questo ristorante-discoteca dove avremo mangiato e poi lavorato.
“Tranquilla, ho già avvertito il padrone del locale… gli ho detto che sei una mia assistente così andiamo sul sicuro e ci offre la cena” (pure a scrocco siamo andati… altro che ‘ti invito una sera’).
Io mi preoccupo non poco: non so niente né di impianti, né di casse, né di decibel, né di hertz. Insomma non so un cazzo. “Tranquilla… non succederà niente!” Le ultime parole famose.
Arriviamo, mi presenta tutti i padroni del locale, tutti! Dal boss al buttafuori, alla figlia, al marito della figlia. Mio dio.
Ci sediamo a cena: mangiamo come animali di tutto e di più (il tipo è pugliese e il ristorante è argentino, un misto di formaggi e carne, anticipati tutti da una valanga di antipasti).
Dopo cena è il momento di lavorare. Il mio amico doveva risolvere un semplice (non so di cosa sto parlando eh) problema: i vicini di casa del locale (distanti 600 metri) si lamentavano del troppo chiasso della musica del posto (ieri sera facevano salsa e merengue, due coglioni che non vi dico). La soluzione era andare da questi vicini a prendere dei dati con un coso che misura i decibel e decidere come risolvere il problema. Dal linguaggio tecnico che sto usando potete immaginare quanto ne sapessi sull’argomento. Saliamo in macchina del proprietario del locale, un tipo alla mano ma allo stesso tempo aveva un che di mafioso. Davanti il mio amico e io dietro a tenere il cavalletto e la valigetta con gli attrezzi (l’unica utilità che aveva la mia presenza là). Come mette in moto la macchina, parte la radio con: “l’ORGASMO…” o mio dio “perché le irritazioni bla bla bla…”. Piegata in due dalle risate, ero sotto il sedile per non farmi sentire mentre ascoltavo Totem, il programma di Rtl102.5 e mi chiedevo dove fosse la telecamera, di sicuro ero su Scherzi a Parte.
Arriviamo a casa dei “vicini”, il bello doveva ancora arrivare. Il mio amico mi presenta a tutti come la sua assistente (Ma perché tutte a me? Perché??) e io imbarazzata come una deficiente mi limitavo a dire “piacere” e a guardare in basso. Entriamo in casa, mentre l’amico parla con termini tecnici per due ore e gli altri rispondono pure a tono (ma si erano studiati la materia questi?!?!) io sono in un angolino e guardo per terra. Cioè… neanche sgamabile eh. Non ho detto UNA parola, UNA!!! Questi che ogni tanto mi guardavano con pietà e mentre parlavano dicevano pure “non so la signorina cosa faccia, se è ingegnere, di che tipo, ecco…” cercando di tirarmi fuori dalla bocca le mie referenze. Io, come ogni persona intelligente e perspicace, invece di rispondere a tono e avere la risposta pronta, stavo zitta o al massimo sorridevo! Ma perché sorridevo??? Che figura di merda che ho fatto. Questo è successo un paio di volte. Avevano capito benissimo che io ne sapevo della materia come Nonna Papera ne sapesse di UFO. Dopo due ore che eravamo lì e il mio sguardo era assente e probabilmente svelava i miei pensieri (“che cazzo di faccio qui??” “voglio la mamma” e cose simili) il più giovane mi guarda e mi fa “La signorina ha urgente bisogno di dormire” Cosa???? Mio dio… ho fatto la figura della poveraccia! Dopo aver scherzato più volte sulla mia faccia gonfia di sonno ed avendo partorito qualche argomento a riguardo ce ne siamo andati.
Non ho detto un cazzo tutta la sera! Niente! Il tipo più giovane dal cancello del condominio ha tentato un’ultima volta di chiedermi implicitamente chi cacchio fossi: “Buona notte signorina, non so cosa faccia, magari ingegneria fisica…” eh… neanche ha voluto calcare la mano, ma io, sicura di me stessa come un topo morto, mi giro sorridendo e gli dico “No, niente fisica… sono una FUTURA INGEGNERA”!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mentre salgo in macchina sento i due vicini che si dicono “Ecco vedi, ti avevo detto io”, che ho personalmente completato con un “quella è un’infiltrata, non sa manco come si scrive ingegnere fra un po’.”Quanto ho riso poi con il mio amico.

Pubblicato il 18/6/2007 alle 22.0 nella rubrica Cazzeggio.

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